Mum Loading

Health

Tumore al seno, Emilie si racconta: “ho saltato un solo controllo, è stato uno shock”

06/03/2021

A 36 anni scopre di avere un tumore al seno. Un percorso che l’ha portata ad affrontare tre operazioni, chemio e radioterapia. Una battaglia vinta ma non ancora finita. Emilie apre il suo cuore a noi e a voi e dà un messaggio importante: fate i controlli!

Ci sono interviste facili da fare, altre meno. Argomenti belli da trattare, altri un pochino più complicati. Come questo: il cancro. Una parola che è sempre così pesante da pronunciare e scrivere, una parola che fa sempre tanta paura. Una parola che è stata protagonista della vita di Emilie, una donna e una mamma, che ha dovuto affrontare una battaglia durissima, quella con il tumore al seno. Una battaglia che ha vinto ma ha che ha ancora i suoi strascichi, forse ancora più pesanti e difficili della battaglia stessa.

Photographer: Veronica Garavaglia 

Una storia che abbiamo voluto raccontarvi proprio oggi, 8 marzo, cioè il giorno della Festa della Donna per ricordarvi e ricordarci, che dobbiamo essere noi per prime a celebrarci per essere donne e di dedicarci le giuste attenzioni, di prenderci cura di noi e del nostro corpo. Sempre. Mettiamo in un vaso i fiori che oggi ci regaleranno, salviamo i messaggi più belli che ci arriveranno, assaporiamo – oggi più che mai – ogni singolo abbraccio o bacio che riceveremo ma poi facciamoci un regalo tutto nostro: regaliamoci un controllo, una mammografia o una ecografia, regaliamoci la giusta attenzione perché la prevenzione è fondamentale, come ci racconta proprio Emilie.

“Ho saltato un solo controllo, un anno ed è stato proprio in quel periodo che il tumore è arrivato – afferma – è stato uno shock, ma ho affrontato tutto quello che dovevo affrontare. La parte più dura? La chemio.”

L’INTERVISTA

Ciao Emilie, quando ti sei accorta di avere il tumore al seno?

Mia mamma ha avuto lei stessa un tumore al seno, quindi io sono stata seguita nei controlli fin da giovanissima. Ho iniziato a vent’anni, allora vivevo ancora in Francia. Poi sono venuta a vivere in Italia e c’è stato un anno che, per vari motivi, ho saltato il controllo ed è stato proprio in quel periodo che il tumore è entrato a far parte della mia vita. Avevo 36 anni quando l’ho scoperto. E’ stato uno shock.

Hai accennato al fatto che anche tua mamma ha affrontato il tuo stesso percorso. Quindi è genetica?

Purtroppo sulla genetica c’è ancora molto da fare. Io ovviamente ho fatto il test, che tra l’altro non è economico, ed è risultato negativo: cioè che non c’è nessuna correlazione tra il mio percorso e quello di mia madre ma ovviamente non è una scienza perfetta, quindi non è certo al 100%

Ti aspettavi che ti potesse succedere la stessa cosa che è successa a tua mamma?

Sono sempre stata molto attenta a questo aspetto della mia vita, oltre ai controlli annuali, ho sempre mantenuto uno stile di vita sano. E’ successo e anche se lì per lì mi è crollato il mondo addosso ho trovato la forza dentro di me per affrontare tutto, l’operazione e il post operazione, per me ma anche per i miei figli: Tommaso e Isabella.

Come te ne sei accorta?

Sotto la doccia: ho sentito una pallina e mi faceva male.  Ho fissato subito un controllo e quando, dopo la visita, ho visto il viso del dottore sbiancare ho capito che la situazione era seria.

Da quel momento come è stato il percorso?

Il tumore era esteso, aveva intaccato anche capezzolo e ghiande. Ho subìto tre operazioni in tre anni: la prima per togliere tutta la parte malata, poi per la ricostruzione del seno e l’ultima, di mia scelta, per togliere anche il seno destro sano. Ma l’operazione in sé, in un certo senso, è stata la parte meno traumatica. Quello che veramente mi ha devastata, sia fisicamente che psicologicamente, è stato quando ho iniziato a fare la chemioterapia, per sette mesi e i cicli di radioterapia, quindici sedute ogni giorno, eccetto i fine settimane e a Natale: ho perso i capelli, le ciglia e le sopracciglia, avevo nausee continue. E’ stato davvero un periodo molto duro della mia vita.

Oggi come stai?

Posso dire di aver sconfitto il tumore, ma non di aver chiuso definitivamente i conti con la battaglia. Ogni sei mesi, ovviamente, devo fare dei controlli e soprattutto devo portare avanti una cura ormonale mensile, attraverso una puntura e ogni sera ho una compressa da prendere: è una sorta di menopausa artificiale. Inoltre, seguo attentamente un regime alimentare dove non sono presenti carne rossa, latticini, zuccheri bianchi raffinati, farina … tutti alimenti che, come la pillola anticoncezionale,  sono tra le prime cause di tumore. Infatti, la prima domanda che mi è stata fatta quando mi hanno trovato il tumore è stato “lei prende la pillola? Da quanto tempo?” e sfortunatamente io ho iniziato ad assumerla quando avevo 14 anni per via dei brufoli e ho smesso solo interno ai 26 anni, quando ho iniziato a pensare di diventare mamma.

Credi che sia quello che abbia inciso?

Non lo so, di domande me ne sono fatte tante e tutt’ora me ne faccio. Un altro mio dubbio, ad esempio, riguarda l’allattamento: il primo figlio l’ho allattato mentre la seconda no, e non so ancora se questo possa aver collaborato alla nascita del cancro.

Poco fa ci hai detto che la terza e ultima operazione che hai fatto è stata per toglierti il seno destro, sano. Torna subito alla mente il “caso” Angelina Jolie che, anni fa, aveva fatto discutere perché anche lei aveva scelto di toglierseli entrambi, sani, per paura perché aveva forti possibilità di sviluppare la malattia. Che ne pensi?

Comprendo la sua scelta. Anche io ho scelto di togliermi anche l’altro senso per avere la certezza che non potesse risuccedere quello che ho già vissuto cinque anni fa.

Ci hai raccontato di avere due bambini, tra cui una femmina. Temi che possa succedere anche a lei, le hai già raccontato quello che ti è successo?

Quando mi sono ammalata, i miei bambini erano piccoli e quindi non ho mai affrontato con loro la mia malattia in modo diretto, ho sempre cercato di tenere lontane le parole cancro o tumore. Ma mi hanno vista ammalata, soprattutto quando ho fatto la chemio, vedevano che stavo male. A Isabella ancora non ho parlato di quello che ho vissuto, ma quando arriverà all’età giusta, sicuramente anche lei inizierà a fare i controlli perché la prevenzione è fondamentale. Oggi, per fortuna, non si muore più per un tumore al seno, la medicina ha fatto passi da gigante, anche solo rispetto agli anni in cui si ammalò mia mamma: ma ogni tumore è a sé, quindi, scoprirlo per tempo può essere davvero un bel punto di vantaggio sulla malattia.

 

Oggi è l’8 marzo, Festa della Donna, che messaggio vuoi dare a tutte le donne e mamme che ci leggono?

Un unico messaggio: fate i controlli. Non abbiate paura! Molte mie amiche, per esempio, mi dicono che non vogliono fare il controllo solo per paura di scoprire qualcosa di brutto. Ma è un ragionamento sbagliato! La prevenzione è davvero la nostra arma migliore e va usata.

 

LE SENOLOGA CI SPIEGA

Per l’occasione abbiamo deciso di scambiare due chiacchere anche con la Dottoressa Vittoria Miserocchi, Radiologa Senologa, che ci ha data alcuni importantissimi tips da tenere a mente per una buona prevenzione del tumore mammario, ricordandoci – ovviamente – che i controlli periodici fatti regolarmente sono sempre la scelta migliore da fare.

La prevenzione del tumore mammario

La preoccupazione di poter sviluppare un tumore al seno deve tener conto della possibilità di mettere in atto alcuni semplici comportamenti per una corretta prevenzione.

Conoscere e ridurre i fattori di rischio (prevenzione primaria) e sottoporsi ai controlli regolarmente per consentire una diagnosi precoce (prevenzione secondaria) sono informazioni che ogni donna deve sapere per salvaguardare la propria salute.

La prevenzione del tumore al seno inizia con le buone abitudini

È un dato ormai consolidato che un corretto stile di vita aiuti a diminuire il rischio di sviluppare un tumore al seno:

  • Limitazione delle bevande alcoliche

  • Controllo del peso corporeo

  • Attività fisica

Anche l’allattamento e la limitazione delle terapie ormonali in post-menopausa rappresentano fattori protettivi, che aiutano a diminuire questo rischio.

L’autopalpazione

Una buona abitudine che può essere svolta una volta al mese, dopo il ciclo mestruale, oppure in qualsiasi momento della menopausa o della gravidanza, e che consente di conoscere il proprio seno ed eventualmente accorgersi dei suoi cambiamenti. La presenza di un nodulo, di un’area addensata, di cute spessa o retratta, o di secrezione dal capezzolo, sono segni da sottoporre sempre all’attenzione del medico. L’autopalpazione da sola non è però sufficiente; infatti, per i tumori di pochi millimetri, gli esami strumentali sono fondamentali.

L’ecografia

È possibile iniziare i controlli già a 30-35 anni con un esame ecografico annuale per poter conoscere il tipo di seno, valutare l’eventuale presenza di patologia benigna (cisti, fibroadenomi) e stabilire il corretto monitoraggio da seguire, soprattutto se si hanno fattori di rischio, come la familiarità.

La mammografia

I controlli mammografici annuali sono consigliati già a partire dai 40 anni, associati ad ecografia, per consentire uno studio completo della mammella. La mammografia digitale utilizza dosi di radiazioni molto basse con un rischio non significativo a fronte anche del beneficio dato dalla possibilità di diagnosticare forme tumorali nelle forme iniziali.

SCARICA IL PDF PER AVERE SEMPRE CON TE LE INDICAZIONI PER UNA CORRETTA AUTOPALPAZIONE

 

 

Melissa Ceccon

Responsabile editoriale – Mumadvisor

In collaborazione con Rilastil

Top