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Troppa igiene fa male

26/06/2017

Mamme che lavano i pavimenti senza sosta, che portano disinfettanti per le mani al parco, che sterilizzano tutto. Occhio, perché esagerare può fare male ai nostri bambini. Ce lo spiega l’esperto

 

5 LUGLIO 2017

Ci sono quelle che lavano di continuo i pavimenti di casa, quelle che spruzzano detersivi su ogni superficie, quelle che nella borsetta ripongono almeno una doppia confezione di disinfettante per le mani. Nella maggior parte dei casi sono donne con bimbi piccoli, che gattonano o camminano da poco. Oppure ai giardinetti non riescono a fare a meno di inseguire i pargoli per pulirgli le mani in continuazione. Mamme che sterilizzano tutto, ma proprio tutto, ciò gli capiti a tiro. Mamme igieniste o semplicemente molto (troppo) fissate con la pulizia e ossessionate dall’idea che i propri figli possano in qualche modo entrare in contatto con germi e batteri. Un fenomeno sempre più diffuso nel nostro paese a detta di medici e psicologi. Ma bisogna fare attenzione alla troppa igiene, essere moderate perché a farne le spese potrebbero essere soprattutto i bambini. Già, perché spesso proprio quei i disinfettanti contengono sostanze derivate dal cloro che possono causare allergie. E poi, come hanno spiegato diversi pediatri, è fondamentale che i bambini entrino in contatto con germi e batteri per permettere al loro sistema immunitario di svilupparsi. Dunque deve esserci una giusta via di mezzo tra la pulizia e la possibilità che i piccoli possano sporcarsi e giocare con tranquillità.

IL BOOM DELLE ALLERGIE – Fino a trent’anni fa le allergie erano un evento più limitato, ne soffriva una persona su dieci, oggi ne soffrono tre persone su dieci. Dietro all’aumento delle allergie registrato negli ultimi anni, per alcuni studiosi, c’è proprio l’eccesso di pulizia cui sono sottoposti i nostri bambini. Insieme ad altri fattori, come l’inquinamento, l’uso degli antibiotici, la vita sedentaria. È noto oramai a tutti che le allergie stanno vivendo un periodo di forte sviluppo: si stima che tra il 10 e il 30% della popolazione sia affetta da rinite allergica. A che cosa è dovuta questa “fioritura” della patologia allergica? Il boom economico della seconda metà del ‘900, oltre a modificare le nostre abitudini di vita, ha aumentato anche l’insorgenza di alcune patologie, in primis quelle cardiovascolari. Accanto a queste, anche le patologie allergiche come rinite ed asma, allergia alimentare e dermatite atopica, non meno gravose in termini di qualità della vita e di costi sanitari, hanno vissuto questa fase di incremento a cavallo degli anni ’80 e ’90, principalmente nelle aree urbane dei paesi industrializzati.

 

PULIZIA, ARMA A DOPPIO TAGLIO – La mania del pulito è dunque un’arma a doppio taglio, soprattutto se in casa ci sono dei bambini. Un recente studio condotto dal Johns Hopkins Children’s Center di Baltimora, e pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, dimostra infatti come un’abitazione eccessivamente pulita possa aumentare il rischio di allergie e asma nei più piccoli. La ricerca svela come l’esposizione ad alcuni allergeni nel primo anno di vita, quando il sistema immunitario dei bambini non è ancora completamente formato, permetta di ridurre le chance di sviluppare un’allergia che potrebbe poi trascinarsi per tutta la vita. In particolare, lo studio condotto ha rinvenuto un’incidenza minore di sintomatologie respiratorie in quei bambini che sono stati esposti non solo alla polvere, ma anche al pelo del gatto, a roditori e a insetti.

IL NOSTRO CORPO SA DIFENDERSI DAI MICROBI – Alcuni studi svolti dalla School of Public Health (Scuola della Salute Pubblica) nel Michigan, hanno dimostrato che eliminare drasticamente patogeni esterni, e vivere quindi in un ambiente asettico, risulta deleterio: indebolisce il sistema immunitario, specialmente quello dei più piccoli, rendendoci più soggetti ad allergie (si stima che negli ultimi 15 anni le allergie siano più che raddoppiate) e indifesi di fronte alle malattie più comuni. Il sistema immunitario infatti, per formarsi ed agire correttamente, ha bisogno di venire a contatto con microbi e allergeni per acquisire la “memoria” necessaria e “allenarsi” a proteggerci dai loro attacchi. Anche perché, non dimentichiamolo, il nostro corpo è perfettamente in grado di difendersi da solo dai microbi che vivono nell’ambiente. In una situazione normale, lavarsi accuratamente le mani, pulire pavimenti e superfici con acqua ben calda e detergenti neutri e rafforzare il nostro corpo con una corretta e bilanciata alimentazione, sono comportamenti più che sufficienti a permetterci di mantenere una buono stato di salute. L’igiene è sicuramente necessaria, ma, come in ogni cosa, non bisogna esagerare: il buon senso e l’informazione dovrebbero essere alla base di tutto ciò che riguarda la nostra salute.

 

 

 

PAROLA ALL’ESPERTO – Gianluigi Micarelli, allergologo del Centro Medico Santagostino di Milano

C’è davvero correlazione tra troppa igiene e allergie?
“L’eccesso di igiene, in associazione con altri numerosi fattori sia genetici che ambientali, ha un ruolo importante nel creare un terreno predisponente per lo sviluppo di allergie. Bisognerebbe seguire alcune piccole “regole” per aiutare il sistema immunitario a raggiungere la sua maturità e per diminuire il rischio di sviluppare allergie. Non mettere i nostri figli sotto la classica campana di vetro e lasciare che ogni tanto “si sporchino le mani”; non esagerare con l’igiene quotidiana e preferire detergenti che rispettino il pH naturale della cute favorisce l’integrità della barriera cutanea; favorire il contatto con la natura in maniera sana ed equilibrata”.

Quali sono i comportamenti più sbagliati?
“Ci sono abitudini domestiche come l’aumentata temperatura in casa, la coibentazione, l’uso di moquettes e tappeti, che favoriscono l’esposizione a potenziali allergeni come gli acari della polvere. Anche l’aumento delle polveri sottili (come il particolato diesel) può aumentare l’insorgenza di allergie respiratorie, poiché tali sostanze fungono da agenti infiammatori e, in alcuni casi, “traghettano” l’allergene direttamente a contatto con le nostre mucose bronchiali. Una vita sedentaria, oltre a favorire lo sviluppo di malattie metaboliche come diabete ed obesità, può determinare anche la comparsa di spasmo bronchiale, che rappresenta l’anticamera dell’asma allergico, soprattutto nell’infanzia. Inoltre, la riduzione dell’esposizione ai raggi UV dovuta a periodi prolungati in casa e la conseguente carenza di vitamina D, che esercita un effetto regolatore sul sistema immune, potrebbero contribuire allo sviluppo di asma”.

 

Benedetta Sangirardi

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