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School Corner

Studiare con la fantasia:ecco come!

15/01/2020

Immagini, associazioni e fantasia. Se vi dicessimo che bastano queste tre semplici cose per aiutare i vostri figli a studiare?

Anche tu riscontri quotidianamente che tuo figlio non sa studiare? La mancanza di un metodo di studio efficace è uno dei problemi maggiori che affliggono la carriera di ogni studente.

Per aiutare i bambini e i ragazzi a risolvere questo tipo di difficoltà che, molto spesso, si trascina per anni, ci sono alcune coordinate che ti sarà utilissimo conoscere. Un metodo di studio, per essere valido, non può prescindere, ad esempio, dal funzionamento della memoria, né dalle credenze che condizionano l’apprendimento. La fase iniziale di approccio a un capitolo di storia o di filosofia, deve essere “di apertura” e soprattutto, positiva. Se tuo figlio inizia a leggere pensando al fatto che, quella materia non gli entrerà mai, puoi starne certa: non riuscirà a studiarla.

Bisogna sempre essere positivi!

Le convinzioni che si hanno rispetto a qualcosa o qualcuno diventano delle profezie che finiscono per realizzarsi: pensare di essere negati per la matematica significa chiudere la propria mente quando l’insegnante spiega, non riuscire poi a svolgere i compiti, nutrire ansia o sconforto verso la materia e ottenere nuovamente risultati negativi.

E’ una sorta di effetto domino al negativo, che parte da un pensiero depotenziante e dà origine a una cascata di conseguenze successive.

Inoltre, tentare i più diversi e disparati metodi per studiare, senza considerare come funzionano i processi dell’apprendimento, è come scegliere un vestito ignorandone la taglia e la forma. E’ piuttosto alta la probabilità che quel capo non sia adatto e non ci valorizzi.

Ora, andiamo con ordine. Proviamo ad esaminare le diverse situazioni che possono verificarsi e a vedere in quale ti riconosci:

  • tuo figlio è alla scuola primaria e sta muovendo adesso i primi passi nello studio. Legge e non ricorda, o non sa dire cos’ha capito. All’inizio è normale che non abbia un metodo di studio. Dagli tempo!
  • tuo figlio è un adolescente e le sue priorità riguardano altro, la scuola è l’ultimo dei suoi pensieri.
  • il nostro studente si impegna ma non ottiene i risultati che merita e vorrebbe. Perché? Che senso hanno tanti sacrifici se poi le sue aspettative sono spesso deluse?

In questi casi parto sempre da un presupposto: se si ha un buon metodo di studio (e quando dico buono intendo efficace, rapido, divertente e personalizzato) le cose funzionano. I bei voti arrivano e l’autostima dello studente si carica sempre di più. Vedendo di potercela fare, tuo figlio sarà più motivato a impegnarsi per provare quella magnifica sensazione di chi ha tagliato il traguardo e ha vinto.

In caso contrario, la mancanza delle giuste strategie e la non conoscenza delle tecniche di memoria, avrà come conseguenza il conseguimento di risultati poco soddisfacenti: il gap tra la non capacità di saper studiare  e le richieste della scuola in termini di competenze e obiettive, continuerà ad aumentare. Il passaggio dalle medie alle superiori è spesso avvertito come un grande salto, a volte traumatico proprio per questo.

Cosa puoi fare allora, per aiutare tuo figlio a trovare il giusto metodo e a rimettersi in carreggiata?

Prima di tutto, per ottimizzare i tempi di studio occorre considerare come funziona il nostro cervello.

La memoria è fondamentale nell’apprendimento: ogni volta che viene acquisita una nuova informazione è necessaria la capacità di recuperare e utilizzare conoscenze precedenti; inoltre, l’apprendimento può dirsi pienamente realizzato quando è possibile rintracciare quel nuovo concetto nella nostra memoria.

Perché una conoscenza si radichi nella memoria a lungo termine, è necessario che venga vista: proprio così, la memoria visiva incide sul ricordo fino all’85%, ciò significa che creare un’immagine per i concetti che si devono studiare faciliterà di molto il ricordo.

Se tuo figlio deve studiare scienze o geografia, puoi aiutarlo cercando con lui le rappresentazioni, le cartine e le figure dell’apparato circolatorio o del Canada. Se deve imparare le imprese di Giulio Cesare, è fondamentale, ad esempio cercare un ritratto dell’imperatore e visualizzare i popoli e i comandanti contro i quali ha combattuto e i luoghi in cui ciò è avvenuto.

Si tratta di aiutare tuo figlio ad acquisire dei fotogrammi, anche attraverso dei video, per quelle nozioni che avverte come astratte e lontanissime dalla sua quotidianità.

Un’altra caratteristica della memoria è quella di funzionare per associazioni: ti è mai capitato di ascoltare una canzone e trovarti immediatamente catapultata in quella magica estate o in una serata che hai vissuto tanti anni fa? L’associazione funziona come una sorta di catena, dove ogni anello è legato contemporaneamente al precedente e al successivo.

Studiare con efficacia sfruttando il principio associativo significa contestualizzare un concetto nella quotidianità, attraverso degli esempi, o qualificarlo come causa o effetto di un altro, in modo che abbia un senso e non sia un anello staccato dagli altri della nostra catena.

Perché nostro figlio memorizzi i verbi, ad esempio, altro cruccio per i bambini, è utile aiutarlo a rivivere una o più situazioni passate che per essere espresse hanno bisogno dell’imperfetto, del passato prossimo o remoto.

Potresti dirgli: “ricordi che durante le vacanze ogni giorno andavamo a fare colazione in quel bar? Il bar è il luogo dove si trova il nostro tempo dell’imperfetto perché si tratta di un’azione che facevamo solitamente”. Oppure: “Cos’hai mangiato ieri?” Tuo figlio può rispondere che ha mangiato la pasta. In questo caso un bel piatto di spaghetti  è il simbolo del nostro passato prossimo, perché è un’azione appena accaduta.

Il terzo principio su cui si basa la nostra memoria è quello della fantasia: un metodo di studio, perché non sia pesante e ripetitivo, deve essere appunto fantasioso e divertente.

Se nostro figlio deve imparare a memoria una poesia, lo può fare trasformandola in una storia. Prendiamo, come esempio, La mia sera di Giovanni Pascoli.

Il giorno fu pieno di lampi; ma ora verranno le stelle, le tacite stelle. Nei campi c’è un breve gre gre di ranelle.

In questo caso puoi aiutarlo facendogli immaginare di trovarsi dopo un temporale, a guardare il cielo. Stranamente le stelle “tacite” hanno l’indice davanti alla bocca, perché sono in silenzio. Ad un certo punto, degli schizzi d’acqua colpiscono il nostro studente, lui si gira e vede delle piccole rane che in un concerto fanno gre-gre!

La fantasia è quindi funzionale alla memoria e soprattutto aiuta a sorridere davanti a un compito che sembrava noiosissimo.

Conclusioni

Ricorda quindi che un metodo di studio per essere davvero strategico, deve fondarsi sulle basi di funzionamento della nostra memoria. Quanto è lontano tutto ciò dal vecchio e ossessivo mantra: “leggi e ripeti” con il quale moltissimi sono cresciuti?

E’ possibile avvolgere in una bolla di fantasia e creatività moltissime delle nozioni che i ragazzi devono apprendere ed è un sistema alla portata di tutti. Peccato che a volte la scuola trascuri di coinvolgere gli studenti nella magia dell’apprendere, confinandoli in un mondo lontano e freddo, fatto di astrattezze nozionistiche. Che sia questo il motivo principale per cui diventano grandi e ancora il metodo di studio non c’è?

Dott.ssa Veronica Leardini, school coach.

Dopo gli studi in PNL (programmazione neuro-linguistica) e sulle tecniche di memoria, apprendimento, lettura rapida, Veronica dà il via a un progetto, A scuola con a.m.o.r.e. per aiutare gli studenti di tutte le età ad affrontare le sfide scolastiche con successo. La sua mission è insegnare ai bambini e ai ragazzi un metodo di studio efficace, perché possano acquisire le giuste strategie e vivere con  gioia il percorso scolastico.

Sito internet: www.ascuolaconamore.it

 

 

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