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Sindrome della capanna e criminalità organizzata: gli effetti collaterali della Dad

17/11/2020

La seconda ondata della pandemia ha colpito di nuovo ancora il sistema scuola e i ragazzi, dalla seconda media in poi, sono in didattica a distanza. Un bene o un male? Secondo Miozzo un male che avrà effetti gravi anche ad emergenza finita.

Non è affatto rosea la visione a lungo termine, sul tema scuola, di Agostino Miozzodirigente della Protezione civile e coordinatore del Comitato tecnico scientifico che assiste il governo nella gestione del dossier Coronavirus – che in una recente intervista apparsa sul Corriere della Sera ha detto, senza troppi giri di parole, che i ragazzi devono immediatamente tornare a scuola perché gli effetti di questo secondo lockdown saranno pesanti.

La Dad senza il divieto di spostamento: per Miozzo, un controsenso

Dure le parole del coordinatore del Comitato tecnico scientifico che punta il dito contro i politici che hanno scelto – di nuovo – di sacrificare la scuola per dare un segnale di efficienza alla lotta contro il Coronavirus. Ma Miozzo è di tutt’altro parere e sottolinea quanto invece la scuola sia un ambiente sicuro per i nostri ragazzi, non solo perché ogni struttura e ogni docente segue alla lettera, e fa seguire a propri studenti , ogni norma di sicurezza anti-contagio, ma soprattutto perché la scuola ha un  importante valore sociale, educativo e pedagogico.

E aggiunge: “lasciare i ragazzi in Dad senza però alcun divieto di spostamento porta solo a una cosa: che i ragazzi escono e si incontrano senza alcun controllo”.

Sindrome della capanna e criminalità organizzata, lo scenario peggiore

Per Miozzo andare a scuola è vitale per il benessere dei bambini, mentre il tempo trascorso fuori è dannoso per lo sviluppo cognitivo e accademico, soprattutto per i bimbi svantaggiati.

Insomma, il coordinatore del Cts è decisamente sfavorevole all’abuso della Dad e lo scenario che dipinge a lungo termine non è per niente rassicurante, tanto da arrivare a parlare di ‘sindrome della capanna’ e criminalità organizzata.

Che cos’è la sindrome della capanna? E’ la paura di uscire e lasciare la propria casa, il luogo che per mesi ci ha fatto sentire al sicuro, al riparo da qualsiasi pericoloso agente esterno. E i nostri ragazzi, oramai, sono settimane e mesi che passano passano la maggior parte del loro tempo nella loro stanza, davanti ad un pc per ore e ore. Che effetto avrà su di loro tutto questo?

“Ad emergenza Covid superata – dice il Miozzo – ne vedremo i disastri provocati”.

Tanta paura anche per quelle famiglie che vivono in città dove, si sa, la scuola è una vera e propria salvezza perché tiene lontani i ragazzi dalla malavita.  E Miozzo, nella sua recente intervista, sottolinea anche questo aspetto, affermando che non bisogna sottovalutare il rischio del reclutamento da parte della criminalità organizzata di bambini sotto i 14 anni che per settimane non frequentano la scuola.

 

Melissa Ceccon

Responsabile editoriale – Mumadvisor

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