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Separazione, l’effetto Covid sulla coppia: le 3 cose che devi sapere

24/02/2021

Pare che la convivenza forzata dovuta alla pandemia, se per alcuni è stato elemento di maggiore unione, per altri ha accentuato problematiche che magari prima erano solo nascoste da impegni vari e ritmi frenetici. Ma cosa bisogna sapere sulla separazione? Ci risponde l’avvocato

L’emergenza provocata dalla diffusione del Coronavirus ha reso necessario un drastico distanziamento sociale, con la conseguenza di aver costretto milioni di persone all’interno delle proprie abitazioni, senza la possibilità di uscire, talvolta nemmeno per andare a lavoro.

Tale evenienza ha avuto un impatto molto forte sulle relazioni di coppia: mentre taluni affermano di aver colto l’occasione per trascorrere del tempo di qualità con il proprio partner, sfruttando il maggior tempo a disposizione per recuperare le occasioni mancate a causa dei frenetici ritmi lavorativi, sono molti invece coloro i quali si sono trovati in una situazione scomoda, dovendo condividere l’intera giornata con una persona con cui il rapporto magari non funzionava già da tempo ma le cui difficoltà passavano in sordina a causa dei pochi momenti trascorsi insieme per via dei numerosi impegni quotidiani.

L’associazione nazionale divorzisti, addirittura, stima che nel 2020 ci sia stato un aumento delle richieste di separazione coniugale pari al 60% rispetto agli anni precedenti e, va da sé, la causa principale di tali richieste è proprio la convivenza forzata. Almeno la metà di queste separazioni è consensuale, vale a dire che ha luogo sulla base di un accordo condiviso da entrambi i coniugi.

Ma quali sono le cose che bisogna necessariamente sapere prima di intraprendere il percorso della separazione? Ne abbiamo individuate tre.

LE 3 COSE DA SAPERE SULLA SEPARAZIONE

La separazione non è definitiva

Si tratta infatti di un regime temporaneo, con il quale i coniugi non mettono la parola “fine” al vincolo coniugale, ma semplicemente sospendono gli effetti del matrimonio; il passaggio successivo potrà essere una riappacificazione (e accade più spesso di quanto si pensi!) oppure il divorzio.

In ogni caso, la separazione determina una sospensione degli effetti del vincolo matrimoniale, tra cui l’obbligo di fedeltà e di coabitazione. Non vengono meno, invece, gli obblighi che riguardano i figli (educazione e mantenimento) e nemmeno quelli che riguardano l’assistenza economica nei confronti del coniuge in difficoltà.

 

I tempi di definizione possono essere molto brevi, ma anche molto lunghi

Da cosa dipende? È bene sapere che la separazione può esser di due tipi: consensuale o giudiziale. Se la separazione è consensuale, i coniugi si accordano tra loro sulle condizioni che la disciplinano e possono avvalersi di un solo avvocato, che svolgerà anche la funzione di mediatore dei rispettivi interessi. In tal caso, una volta chiarite le volontà di entrambi, l’avvocato provvederà a redigere un ricorso nel quale individuerà punto per punto le singole determinazioni e sottoporrà l’accordo sottoscritto dai coniugi all’attenzione del giudice il quale, a meno che non ci siano particolari problematiche, provvederà ad omologare le condizioni individuate tra le parti, rendendole vincolanti.

Tale procedimento, se i coniugi hanno un atteggiamento collaborativo e non si ostacolano reciprocamente, può avere una durata piuttosto breve, da un minimo di due mesi ad un massimo di 4.

Viceversa, se i coniugi non sono d’accordo sulle condizioni da applicare alla separazione, dovrà essere instaurato un vero e proprio processo, nel quale sarà il giudice a stabilire le regole da seguire: tale procedimento può richiedere anche diversi anni.

 

Con la separazione consensuale i coniugi non possono decidere TUTTO

Ci sono alcune questioni che riguardano i cosiddetti “diritti indisponibili”, cioè quelle situazioni per le quali la volontà negoziale delle parti è irrilevante, perché la legge prevale su essa: si pensi all’ipotesi in cui due genitori si accordino per non occuparsi dei figli minorenni, decidendo per assurdo di lasciare che gli stessi crescano in autonomia senza alcun obbligo di vigilanza a loro carico. Naturalmente ciò non può essere possibile! L’educazione ed il mantenimento dei figli sono obbligatori per qualunque genitore, pertanto tale obbligo non può essere escluso nemmeno con un accordo (va da sé che il giudice, di fronte ad una condizione di questo tipo, non provvederebbe ad omologare la separazione e dunque non acconsentirebbe a rendere vincolanti le regole in essa contenute).

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Come si può facilmente dedurre da questo breve articolo, la separazione può essere ottenuta in pochi semplici passaggi; tuttavia è sempre comunque consigliabile rivolgersi al proprio legale di fiducia, in modo tale da avere il sostegno di un professionista che sappia valorizzare le esigenze di entrambi i coniugi e che sia in grado di ascoltare e di comprendere i reciproci bisogni, così da formulare un accordo di separazione conforme alle aspettative.

 

Laura Citroni

Avvocato con studio a milano. La trovate sul sito www.slcx.it nel quale è presente anche un blog che tratta questioni giuridiche spiegate in modo semplice e chiaro. È mamma di Alice e Filippo. Su Instagram la trovate con @la__liki

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