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Scuole, il motore dell’epidemia? Oltre mille quelle con almeno un caso Covid e torna l’incubo chiusura

06/10/2020

Com’è la situazione nelle scuole? Molti bambini e ragazzi, dall’inizio dell’anno scolastico, sono risultati positivi: il contagio avviene all’interno o all’esterno? 

Ogni giorno, o quasi, dall’inizio dell’anno scolastico, leggiamo notizie di bambini o insegnanti risultati positivi al Covid e classi messe in quarantena. E la paura di molti genitori, oltre al contagio, è quella di ricevere la notizia di una nuova chiusura delle scuole o di un ritorno alla didattica a distanza. Sarà così? Com’è davvero la situazione?

Un bilancio parziale, in continua evoluzione, è stato elaborato da uno studente e un dottorando italiani: Lorenzo Ruffino, iscritto a Economia all’Università degli studi di Torino e Vittorio Nicoletta, dottore di ricerca in Sistemi decisionali in Canada.

“Sono almeno 1120 le scuole italiane in cui è stato riscontrato almeno un caso di coronavirus, diffuso soprattutto tra gli studenti. E 99 sono quelle in cui tra i banchi è scoppiato un focolaio, con almeno due casi collegati tra loro – si legge su Repubblica –  una piccola minoranza, appena 17, avevano già positivi accertati prima del 14 settembre: si tratta dunque di asili nido che sono partiti per primi. Sono invece 429 quelle in cui il contagio si è verificato tra il 14 e il 23 settembre; e 673 quelle in cui la diffusione è avvenuta dal 24 settembre in poi, data in cui gli Istituti hanno riaperto in tutte le Regioni”.

In totale studenti e prof contagiati sarebbero 1418. “Immaginando che ogni classe abbia una ventina di alunni mille abbiamo calcolato che a sole tre settimane dalla prima campanella possano essere già 25mila i ragazzi e le bambine in quarantena: un problema per i genitori che devono stare con loro perché magari è meglio non lasciarli con i noni e un problema per gli istituti che devono garantire la didattica a distanza per almeno quattordici giorni” aggiunge Ruffino.

La scuola è il motore dell’epidemia?

La scuola non sarebbe però, per ora, il motore dell’epidemia. Nel Lazio, ad esempio, “la gran parte sono contagi con link extrascolastico, quindi in situazioni di aggregazione o familiari, contesti portati da fuori dentro la scuola” afferma l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato. E infatti, al continuo aumentare delle notizie di bimbi e ragazzi contagiati a scuola, come vi avevamo raccontato giorni fa, aumentano anche le notizie che raccontano di situazioni contraddittorie che avvengono prima o dopo l’orario scolastico: assembramenti fuori dai cancelli o alle fermate degli autobus, genitori in attesa dei bambini, ritrovo in gruppi nei parchetti o nelle piazze ecc ecc.

La Ministra Lucia Azzolina però vuole rassicurare tutti, insegnati e genitori:  “Abbiamo milioni di studenti e migliaia di istituti. Dobbiamo confrontare i nostri dati con quelli delle Asl e il primo bilancio serio arriverà a metà ottobre, ma stiamo monitorando la situazione e i contagi registrati a scuola sono molto bassi: si parla dello zero virgola”.

Ieri però, al Consiglio dei Ministri, come si legge anche su OrizzonteScuola, si è discusso anche della possibilità di chiusura selettiva di città, paesi, quartieri per arginare l’eventuale diffusione del contagio. La chiusura selettiva riguarderà anche Università e scuole che dovranno organizzarsi attraverso la didattica a distanza.

“Abbiamo lavorato tutta l’estate anche per evitare di doverle richiudere. Gli istituti sono più pronti alla didattica a distanza e siamo gli unici in Europa a distribuire nelle scuole mascherine e gel disinfettante sottolinea la MinistraSiamo pronti all’emergenza ma le scuole non chiuderanno, i dati fin’ora sono positivi e questo è confortante per tutti: il sistema scuola sta funzionando perché gli Istituti si sono organizzati al meglio, ma se vogliamo continuare a proteggere le nostre scuole e i nostri ragazzi dobbiamo essere molto attenti e responsabili soprattutto prima e dopo l’orario scolastico”

 

 

Melissa Ceccon
Responsabile editoriale – Mumadvisor

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