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Scuola e Covid: tra buchi di apprendimento e dispersione scolastica

15/01/2021

Allarme soprattutto tra gli adolescenti, stanchi e sempre più motivati. Il rischio è che molti di loro abbandonino la scuola. Il pensiero verso il futuro? Negativo

Con il primo mese del nuovo anno, si è soliti fare i bilanci, un po’ su tutto. Si guarda a quello che è stato, per capire quello che sarà. E lo si sta facendo anche con la Scuola, mentre ancora i politici si rimbalzano responsabilità ed errori di valutazione, c’è chi – nel frattempo – si è premurato di raccogliere qualche dato e ciò che ne è emerso, per  noi genitori ma anche a chi nel settore ci lavora, non è per niente di conforto.

Si parla addirittura di “generazione perduta del Covid”. Alcuni studi fatti in Europa, Olanda e Francia, ma anche Oltre Oceano negli States, hanno già certificato le lacune accumulate durante il lockwdown, un buco di apprendimento che oscilla tra il 30 e il 50%. Ma c’è un altro dato che fa preoccupare, forse ancor più grave delle lacune, ed è quello della dispersione scolastica: cioè minori che non sono più rientrati  a scuola.

la scuola ai tempi del covid

I vuoi lasciati dalla Dad

Se è vero che, per certi versi, l’Italia non ha vissuto la stessa situazione – a livello scolastico – di Olanda e Francia, non si può certo dire che per i nostri studenti l’anno appena passato, che molti definiscono “una anno perso”, la situazione sia rosea.

Secondo la professoressa Anna Maria Ajello, presidente dell’Invalsi,  il periodo della didattica a distanza corrispondeva ad una vera e propria mancanza. Ovvero: in quei mesi, bambini e ragazzi hanno imparato poco o nulla.

L’indagine di Save The Children sul rapporto giovani e scuola ai tempi del Covid

Che il 2020 sia stato una anno duro, difficile, stressante lo sappiamo molto bene. Lo è stato per noi adulti, e sicuramente anche per i nostri figli, bambini e ragazzi. Ora, bisogna fare i conti con lo strascico che, volenti o nolenti, ci dobbiamo portare dietro e la ricerca condotta da Save The Children non è affatto rassicurante.

Il report “I giovani ai tempi del Coronavirus” condotto da Ipsos, infatti, mette il luce un dato preoccupate: ovvero il rischio che, nel nostro Paese, 34mila studenti potrebbero abbandonare la scuola.

Il 28% degli studenti sentiti dichiara che almeno un loro compagno di classe dal lockdown di questa primavera ad oggi avrebbe smesso di frequentare le lezioni. Tante le assenze dalle lezioni a distanza. Le ragioni?

Due le cause principali:

  • Cattiva connessione

  • Difficoltà a concentrarsi

dispersione scolastica scuola e covid

L’anno perso e le incertezze per quello che verrà

I giovani, che dovrebbero essere la nostra chiave d’accesso ad un futuro migliore, sono invece pieni di sentimenti negativi, conseguenza dell’anno appena passato e la loro visione di quel che sarà è più grigia che mai. Sempre secondo il rapporto condotto da Ipsos per Save The Children, emerge che appena 1 su 4 pensa che “tornerà tutto come prima” e la stessa percentuale ritiene che “continueremo ad avere paura”, mentre il 43% vede l’esperienza che sta vivendo come momento di cesura che sancisce l’inizio di un nuovo modo di vivere. Anche dopo il vaccino, pensa il 43% di loro, “staremo comunque insieme in modo diverso, più on line”

 

Melissa Ceccon

Responsabile editoriale – Mumadvisor

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