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Ricomincio da me: la farmacista che regala bellezza a donne e mamme malate di cancro

01/12/2020

Intervista a Myriam Mazza, farmacista e fondatrice di Ricomincio da me, laboratorio di estetica sociale e oncologica.

Una sfilata di moda in ospedale. Le modelle sono malate oncologiche. Myriam Mazza, farmacista e cosmetologia di Torre del Greco, invitata da un’amica, rimane senza fiato. Molte hanno perso capelli e sopracciglia per le cure a cui si stanno sottoponendo, altre sono deboli, altre ancora gonfie in volto. Eppure, hanno una grinta incredibile. Da quell’attimo, la vita di Myriam cambia. Si rimette a studiare per capire come donare bellezza a quelle donne, quali i prodotti cosmetici più adatti, quali i trattamenti da fare e quelli da evitare. Poi, fonda Ricomincio da me , associazione no profit che organizza laboratori gratuiti di Estetica Sociale e Oncologica da nord a sud, in ospedali, cliniche, associazioni. «Perché tutte hanno il diritto di sentirsi appagate, in forma, belle, nonostante le terapie oncologiche». Un progetto (e una bontà d’animo) che le ha permesso di essere nominata nel 2019 Farmacista dell’anno agli Innovation & Research Awards di Cosmopharma per il suo impegno nella cura delle donne malate. L’abbiamo incontrata.

 

 

Di che cosa ti occupi?

Di dermocosmesi oncologica. Dell’accudimento e della cura cosmetica delle donne malate di tumore. Nel 2015 ho ideato Ricomincio da me, un progetto sociale nato proprio per dare gratuitamente supporto a tutte le persone che affrontano le terapie oncologiche. La mia missione è regalare bellezza, serenità, cura. Tutte abbiamo il diritto di sentirci femminili, curate, in forma. Ho scelto di aiutare le donne che vogliono essere belle, anche nella terribile malattia che stanno affrontando.

Com’è nata l’idea?

Lo ricordo bene quell’attimo che mi ha cambiato la vita. Era il 2014, mi avevano invitato come farmacista a una sfilata di beneficenza in un ospedale. Arrivata lì, scopro che a sfilare sono le pazienti oncologiche. Le ho guardate, ammirate, è stato quasi uno choc. Che forza! Ho pensato. Ho avuto la capacità, io dico il dono, di immedesimarmi. Nel grande dolore che vivevano, mi hanno regalato serenità in un momento difficile della mia vita.

E che cosa hai fatto?

Ho capito subito la mia missione. Mettermi accanto a loro e coccolarle. Perché nonostante le terapie invasive, la perdita di capelli, di sopracciglia, le occhiaie profonde e la pelle che cambia, loro cercavano e cercano bellezza, femminilità. “Perché nessuno si occupa di loro?” ho pensato. Ho ricominciato a studiare per specializzarmi in dermoscosmesi e estetica oncologica, una figura professionale non comune. Le pazienti hanno bisogno dei prodotti giusti, fatti “su misura” in base alle cure a cui si stanno sottoponendo.  

 

 

 

In che cosa consistono, praticamente, gli incontri e i laboratori?

Si tratta di veri e propri momenti di accudimento dermocosmetico per tutte le persone che sono in cura o che una volta terminate le terapie oncologiche hanno bisogno del giusto supporto. Un laboratorio si suddivide in due momenti: il primo è teorico-didattico, con suggerimenti dello specialista, ascolto delle necessità e di come è possibile risolvere le problematiche cutanee. Poi c’è un secondo momento pratico, quello più desiderato proprio perché “regaliamo” trattamenti estetici. Sempre su misura. Cerchiamo di risolvere e di accontentare le pazienti, ma sempre con estrema coerenza e professionalità. Trattamenti e protocolli devono essere mirati, personalizzati. A ognuno il suo.

Qual è il più grande beneficio per le pazienti oncologiche. Che cosa vuol dire per loro sentirsi belle?
Vuol dire rinascere, essere ascoltate, capite e supportate. Ricevo quotidianamente testimonianze meravigliose, che mi danno forza e energia. Come quella di Nelly: “Solo chi ha attraversato il panico della chemio, con ciò che comporta, può capirti. Non è semplice, il grado di angoscia è diverso, ma la paura, a volte, ti schiaccia. Le lacrime scendono sul tuo viso e scavano i solchi indelebili sulla tua anima. Ricomincio da me ha riacceso la fiammella dell’interesse per il mio corpo. Una luce si è accesa dentro di me. Provi a vivere con più leggerezza, senza pensare al domani. Grazie Myriam!”. So che le “mie donne” contano su di me per avere una coccola, per guardasi allo specchio e piacersi. Ed è bellissimo.

In che modo sei riuscita a essere vicina alle donne malate tumore in questo anno così complesso?

Ho usato la tecnologia. Anche a distanza ho dato supporto quotidiano. Chi mi conosce lo sa, non esistono festività , o scuse, io devo esserci. Ho preso un impegno, forse, soprattutto con me stessa. Anche perché, in questo anno terribile, le donne malate di cancro hanno ancora più paura. Ho intensificato le chat, ricostruito il sito e le pagine dei social, creando appuntamenti e laboratori virtuali. Con il web sono arrivata ovunque, anche fuori dai confini italiani. Non ho mai lasciato sola una donna.

Ricomincio da me è anche inclusione. Perché?
Perché con mio grande orgoglio il progetto è cresciuto ed è diventato sinonimo di inclusività. Credo molto nel potere terapeutico della bellezza, ma soprattutto nel suo potere inclusivo. Abbiamo aperto i nostri laboratori anche a chi vive altre forme di disagio: economico, di identità di genere e disagio per differenza di appartenenza etnica. Siamo tutti uguali e tutti diversi. La diversità per me è bellezza.

 

Ti occupi anche di laboratori dedicati ai “caregiver”. Di che cosa si tratta?

Da tre anni collaboro con l’Associazione genitori insieme all’ospedale Santobono Pausilipon di Napoli, per regalare coccole alle mamme, angeli instancabili, caregiver dei piccoli pazienti ospiti della struttura. Regaliamo consigli, coccole, momenti di bellezza alle mamme presenti in ospedale con figli ricoverati. Non solo ci ringraziano, perché con noi mantengono un contatto con la vita di tutti i giorni, ma anche nei loro piccoli riusciamo a suscitare emozioni positive. Vedendo le loro mamme sorridere indirettamente aiutiamo anche loro.

Una mamma che vive la malattia, il cancro. Eppure deve avere la forza di regalare sorrisi quotidiani ai figli. Che cosa ti raccontano.

Hanno una forza e una grinta incredibili. Ne seguo tante, ormai siamo amiche. Non ho mai visto la disperazione, solo voglia di farcela e donare serenità ai figli. Vogliono stare bene per vederli crescere.

 

A cura del team di MumAdvisor

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