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Non ce la facciamo più! Lo sfogo social delle mamme all’annuncio delle nuove chiusure!

04/03/2021

E come un anno fa, eccoci di nuovo qui: scuole chiuse e asili vuoti. Un incubo che si ripete, ma se al primo #lockdown abbiamo avuto la forza di tenere duro, ora #noncelafacciamopiù! Abbiamo raccolto il vostro sfogo (e il nostro!)

Sarebbe sufficiente un unico commento per racchiudere in questo articolo i pensieri di moltissime mums all’annuncio della chiusura ufficiale di asili e scuole (eccetto i nidi) fino al 14 marzo (senza certezza alcuna).

“Oggettivamente penso sia il caso di chiudere visto l’aumento dei contagi, ma da mamma … vorrei solo scappare!”. (@va_lentina_migliorati)

Non ce la facciamo più. E usiamo il plurale perché anche noi, come voi che ci leggete e ci seguite ogni giorno, siamo mamme. Mamme che lavorano, mamme che devono quotidianamente giocare al gioco degli incastri, mamme che cercano ogni giorno un modo nuovo per intrattenere i bimbi piccoli e che lavorano con lo smartphone per lasciare il pc ai figli in Dad. Mamme che, di nuovo, come un incubo che si ripete, si reinventano educatrici, animatrici, insegnanti …. Non ce la facciamo più! Perché se obiettivamente tutte noi siamo consapevoli che l’aumento dei contagi stia pericolosamente aumentando, dall’altra ci sentiamo tutte buttate in un angolino: ma a noi chi ci pensa? Perché anche se è vero che oggi, rispetto ad anni fa, i papà sono sempre più presenti nella vita familiare, è innegabile che è tutto sulle nostre spalle. Soprattutto adesso.

“Perché anche se lavori in smart, devi comunque lavorare” (@enricavaleriatesti)

E così ci risiamo, all’alba dell’8 marzo – giorno in cui la donna dovrebbe essere celebrata (e non con una semplice frase fatta per la pubblicità o con un ramoscello di mimosa) le Donne si trovano a dover fare una scelta: lavoro o faccio la mamma? Perché per molte è così, per molte chiedere congedi, permessi, aiuti non è facile. Non basta schioccare le dita. E quelli che ci sono, forse, non sono nemmeno sufficienti.

Leggiamo e sentiamo dire sempre che “quello del genitore è il lavoro più difficile del mondo”, e poi, quando le cose si fanno complicate, ai genitori chi ci pensa?

“Torniamo a inizi ‘900 dove se fai figli non puoi lavorare . Io ho tenuto botta l’anno scorso perché ero in maternità, ma ora rischio il lavoro” (@daddarina)

Non ce la facciamo più! Perché oltre al lavoro dobbiamo pensare anche alla scuola dei nostri figli, la Dad che in alcuni casi, rispetto al primo lockdown è migliorata, in altri no. E ritorniamo di nuovo a parlare delle disparità sociali, di chi ha più dispositivi in casa e chi no, chi ha una buona connessione e chi no e del fatto – forse quello che ci preoccupa più di tutti – che i nostri bimbi e ragazzi si stanno abituando a questo modo di vivere: isolati e filtrati da uno schermo blu.

#Prioritàallascuola e non perché – come spesso è stato detto – noi mamme abbiamo bisogno di un parcheggio, ma perché la scuola è un fetta importantissima nella vita dei nostri figli, perché è li che i nostri figli fanno davvero i conti con il loro essere. Dove crescono, imparano, socializzano.

“Il concetto non è dove parcheggiare i figli, ma negare loro relazioni fondamentali per la loro crescita” (@bet_mf)

Non ce la facciamo più! Perché siamo davvero stanche di vedere sui media e sui telegiornali immagini di gente che fa rave party in Darsena, di parchi presi d’assalto al primo sole, di strade dello shopping e sul lungo mare o lungo lago che sia, piene di persone senza che nessuno faccia un vero controllo. Senza che nessuno multi. Per poi sentirci dire che, di nuovo, esattamente come un anno fa, per rallentare i contagi sono i bambini i primi a dover fare il sacrificio.

“Per i ragazzi è una grande rinuncia. Ma maestre/professori? Al loro rischio? Chi ci pensa?” (@fra_pec86)

Però i nostri bambini, per un intero anno, hanno dimostrato di saper rispettare le regole meglio degli adulti: a 6 anni tengono su la mascherina in classe senza troppi piagnistei, hanno reinventato il lavaggio delle mani in un gioco divertente, hanno rinunciato alle recite di Natale coi nonni, alla festa di carnevale con gli amici, alla caccia alle uova di Pasqua, alle uscite con gli amici, agli allenamenti con la propria squadra. Hanno rinunciato a molto di più, non solo alla scuola.

E così vale anche per le maestre e i professori, che hanno fatto di tutto per rendere la scuola un posto sicuro,  spesso facendo delle rinunce anche personali pur di evitare di mettere a rischio i propri alunni. Chi pensa a loro?! Non le mamme, che devono già pensare ad altro. E nemmeno bambini e ragazzi, risolvendo il problema stando a casa, isolati. Alle maestre e ai professori – a contatto ogni giorno con milioni di studenti – ci dovrebbe pensare qualcun altro, che avrebbe dovuto metterli in sicurezza prima di vedere all’orizzonte il rischio, oramai certo, di una terza ondata che – ahinoi – sembra colpire proprio la fascia di popolazione più giovane.

“Lockdown serio per tutti e vaccino a tappato per tutti” (@megghina82)

Non ce la facciamo più! E non solo fisicamente, perché abbiamo un carico sulle spalle davvero pesante da un anno, ma psicologicamente: perché viviamo una paura doppia, per noi e per i nostri bambini; viviamo una stanchezza doppia, la nostra e quella dei nostri figli; e siamo arrabbiate e nella nostra rabbia c’è anche quella dei nostri figli.

Sì, perché dentro abbiamo tutte queste emozioni: rabbia, stanchezza e paura … tanta, che ci ha accompagnate ogni singolo giorno da settembre ad oggi mentre accompagnavamo i figli all’asilo e a scuola. La paura c’era, c’è sempre stata ma era giusto che loro stessero lì, in classe. In sicurezza.

E ora li avremo ancora a casa, e non sappiamo per quanto. Forse un paio di settimane o forse, come l’anno scorso, fino alla fine dell’anno scolastico. E lo faremo, certo che lo faremo!

Perché siamo mamme, siamo guerriere e sappiamo che dobbiamo essere forti per i nostri figli che si meritano – comunque – di vivere giornate serene! Ma come glielo spieghiamo, di nuovo? Come ci organizziamo, di nuovo?

“Spero sia l’ultimo sacrificio per sconfiggere questo virus” (@mamma_sole)

Ma dopo un anno, un anno durissimo, avevamo bisogno di dirlo e scriverlo.

NON CE LA FACCIAMO PIU’!

 

 

Il team di Mumadvisor

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