Mum's Life

Natale, tanti regali: come accompagnare i bimbi al rispetto e al valore delle cose

07/12/2020

A Natale arrivano sempre tanti regali, come porsi con parenti e amici? Di cosa hanno veramente bisogno i bambini? Ecco alcuni consigli da Tata Montessori per favorire il rispetto e il valore degli oggetti.

 Il Natale sta arrivando. Come ogni anno i regali rischiano di essere tanti, tra Babbo Natale, Santa Lucia, qualche altro esserino magico, parenti, zii, nonni e amici. Momento quasi temuto dalle mamme perché fra un po’ “finiamo sfrattati dai giocattoli”. Come porsi sul tema regali con parenti e amici verso una visione educativa coesa? Magari preferiresti giocattoli in legno o dare qualche suggerimento, ma finisci per tenerteli per te o sentirti la solita “puntigliosa” di turno. “È un regalo, che vuoi che sia!” e lì cominci a fare fumo dalle orecchie perché poi ci sei tu gli altri 364 giorni. 

Di cosa hanno veramente bisogno i bambini? Come trasmettere il rispetto e il valore delle cose visto che sono abituati a così tanti giocattoli che finiscono per annoiarsi facilmente e lanciarli perché di plastica “tanto non si rompe e poi me lo ricompri!”? Parleremo di tutto questo nel mio articolo.

Troppi giochi?

Quando riorganizzo le case a misura di bambino, la parte più lunga e difficile per le mamme è proprio quella dei giocattoli. Sistemiamo insieme sulla base di quelli che sono i reali interessi e bisogni del bambino in base alla fase che sta vivendo. Il tema giocattoli e regali è un mix esplosivo che a volte preoccupa in quanto ogni anno crescono sempre più e magari avresti preferito qualcosa di più stimolante e in legno o un libro in particolare, ma ti senti a disagio nel comunicarlo e finisci per ritrovarti un giocattolino in plastica che non ti piace e avrà vita breve finendo dopo poco nel dimenticatoio, alimentando la dinamica “mi compri un altro gioco?”-“mi compri questo?”.  

La questione regali

Facciamo una riflessione e un’analisi sui nostri tempi riguardo al tema giocattoli e regali. È vero che un regalo è pur sempre un regalo e va accettato. Credo anche per chi fa il regalo sia un sollievo sapere cosa fare o avere delle indicazioni. Su internet oggigiorno ci sono molte informazioni, anche se non sempre sono nel rispetto del bambino. Da libri molto belli ma con un linguaggio che favorisce il giudizio “buono, brutto, cattivo” a giocattoli seppur in legno troppo attivanti o che finiscono per annoiare dopo poco. Per questo ritengo sia importante l’osservazione del proprio bambino, conoscere le varie fasi evolutive per capire di cosa ha veramente bisogno, se è un gioco o un’attività di suo interesse o se è ancora troppo presto. Spesso tendiamo o ad anticipare o a posticipare qualcosa per il nostro bambino in base a quello che crediamo debba saper fare, come contare o le lettere: in questo con le mie consulenze accompagno ad avere una maggiore comprensione autonoma del proprio bambino. Per questo ritengo che il confronto con i genitori su un regalo sia importante, rispetto ad una volta: non vedendo tutti i giorni il bambino o avendo dubbi è sempre meglio chiedere. Andiamo in automatico su giocattoli e a volte libri, ma ci sono molte cose che potremmo regalare ad un bambino fino ai 6 anni che oltre a giocare ha voglia di fare le cose per davvero, non solo per finta, e di affinare i propri movimenti, come il proprio piatto di ceramica, una brocca di vetro da mezzo litro per versarsi l’acqua da solo, un piccolo mestolo per mettere la quantità di cibo desiderata durante i pasti, una pianta di cui prendersi cura con l’occorrente per farlo, vari attrezzi di cucina a misura di bambino che renderanno felice il bambino, il regalo più sfruttato e contribuiranno all’acquisto di queste piccole grandi cose che andrebbero ad influire sul budget familiare. 

Inoltre è importante ricordarsi che anche attraverso un regalo comunichiamo qualcosa. Quindi cosa voglio comunicare o trasmettere con un giocattolo? Plastica o legno? La plastica non dà sensazioni tattili a differenza di un oggetto con materiale naturale, come legno, ferro, ceramica dove scopri superfici, consistenze, temperatura e tanto altro. È come se “non trasmettesse” e dopo un po’ i bambini si stufano. Inoltre essere sgargianti nei colori non significa che sia veramente a misura di bambino per 2 motivi:

    1. Manda in iperstimolazione che tende ad agitare,

    2. Crediamo sia bello per un bambino, ma il bello per un bambino è qualcosa di reale, che trasmette serenità anche nei colori e di dimensioni facilmente maneggevoli. Secondo voi un bambino apprezzerebbe di più un frutto di plastica o un frutto fatto a mano in legno con colori che lo fanno sembrare quasi reale? Hanno un grande senso estetico, più di quello che crediamo!

Plastica vs Legno

Inoltre la plastica se si rompe è molto pericolosa, soprattutto per un bambino piccolo che mette tutto in bocca e rischierebbe di tagliarsi. Sono cose a cui spesso non pensiamo. 

Invece i giocattoli in legno danno stimolazioni sensoriali e creano consapevolezza sul materiale e le sue caratteristiche. Favoriscono il rispetto dell’ambiente in quanto sono ecologici e di conseguenza, ad averne più cura. Soprattutto sviluppano la creatività e l’immaginazione perché un cubo di legno può diventare ogni volta qualcosa di nuovo in base a quello di cui ha bisogno in quel momento, cosa che un giocattolo pieno di luci e colori non favorisce. 

Con giocattoli in plastica i bambini non sono portati a prestare attenzione perché se lo lancia non si rompe. Ad esempio, se lanciasse a terra un bicchiere di plastica o un bicchiere di vetro, ci sarebbe differenza? Con questo non sto dicendo che devono lanciare oggetti o avere giocattoli in vetro, ma che sicuramente il tipo di materiale che si sceglie porta il bambino a prestare più o meno attenzione. Il lanciare può dipendere da tanti fattori, il non essere interessato a quell’attività o giocattolo, il numero eccessivo di oggetti per lui da dover rimettere poi a posto o altro. 

Troppi giochi in giro e non sai come riorganizzarli? Ecco qui i miei consigli!

Altra cosa che accade è che “tanto se si rompe me lo ricompri” perché a volte per vari motivi ci capita anche a noi di acconsentire alla loro richiesta e ricomprare qualcosa. In generale se si rompe un oggetto, ricompriamo più facilmente rispetto ad una volta, piuttosto che aggiustarlo. Di conseguenza anche i bambini assorbono e incamerano questa modalità per svariati motivi. 

Un gioco non è solo un gioco: ma un oggetto di cui prendersi cura

In entrambi i casi un denominatore comune è la cura dell’oggetto. Il mio consiglio di Tata Montessori è di provare a fare qualcosa di diverso, invertire le credenze dei bambini a partire dal nostro esempio, sia nel lancio di giocattoli di plastica, sia nel “me lo ricompri”. Dai l’esempio trasportando le cose come se fossero dei tesori preziosi, chiudi delicatamente porte e sportelli. Sono attraverso questi piccoli grandi gesti quotidiani che apprende la cura e non con il continuo ripeterlo soltanto a voce se siamo noi i primi a sbattere sportelli e fare le cose di fretta senza prestare attenzione agli oggetti. Trasmettiamo al contempo anche gratitudine: grazie ad esempio a questo piatto in ceramica del servizio da 6 che adoro possiamo mangiare ogni giorno. 

Sicuramente è più facile per un bambino più piccolo per cui ogni oggetto è animato e vivo. In qualche modo è un prolungamento e rispecchiamento di sé, come quando parla animatamente con un pupazzo. Nei bambini piccoli il dare voce ad un oggetto lanciato lo aiuta ad empatizzare. Ad esempio se lancia un pupazzo empatizziamo col pupazzo “ahi ahi, povero pupazzo! Non credo sia felice di essere lanciato così”, così anche col lo spigolo con cui sbattono. No a prendersela con spigoli e tutte le cose con cui inciampano perché è come se stessimo trasmettendo che è giusto prendersela con gli altri e che non siamo noi gli unici artefici e responsabili delle nostre azioni o decisioni! Quindi sì a “ahi ahi povero spigolo che botta che ha preso!”. È un lavoro che richiede tempo, ma che porterà i suoi frutti.

 

Un regalo, qualunque esso sia, concordato con amici e parenti o no, di qualsiasi materiale, va trattato con cura a partire dal nostro esempio. È la più grande forma di rispetto che possiamo trasmettere ad un bambino!

 

Spero ti sia stato utile questo articolo! Se hai dubbi su giocattoli indicati, come porti con parenti e amici, conoscere e scoprire meglio come funziona il tuo bambino, posso affiancarti con le mie consulenze come Tata Montessori. 

Ti aspetto per i miei prossimi consigli da Tata Montessori su come affrontare in serenità cure e aerosol da malanni stagionali!

 

Tata Ilaria

Ilaria Cichetti –  La Tata Montessori

 Riorganizzatrice di interni a misura di bambino, Interprete e traduttrice dell’infanzia agli adulti, porto il Montessori a casa dalla gravidanza con il mio servizio “Montessori dalla pancia” a i 6 anni per una vera casa a misura di bambino. 

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