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Health

L’importante ruolo dei papà dalla gravidanza fino all’allattamento: ecco perché

24/03/2021

Quanto spesso capita di sentire dire come i padri, finché il bambino non è nato se non addirittura cresciuto di qualche mese, abbiano un ruolo marginale all’interno di questi processi? …niente di più falso!

Gravidanza, parto, allattamento: tre tappe fondamentali del diventare madre. Ed il padre, in tutto ciò, che ruolo ha? 

Soprattutto di questi tempi quando, nella maggior parte dei casi, il partner viene escluso dai controlli in gravidanza, e dove è peggio anche dalla scena del parto, è doveroso riportare l’attenzione su come la costruzione della famiglia sia insieme una responsabilità ed un diritto di entrambi i genitori. Quanto spesso capita di sentire dire come i padri, finché il bambino non è nato se non addirittura cresciuto di qualche mese, abbiano un ruolo marginale all’interno di questi processi? Dopo il concepimento, sia esso in vivo o in vitro, se ne riparla al cambio pannolino.

…niente di più falso! Certamente in gravidanza, nella nascita e nelle prime settimane di vita il ruolo del padre è differente rispetto a quello della madre, ma anch’esso importante e fondamentale. 

Scopriamo come!

ECCO PERCHE’ IL RUOLO DEL PAPA’ E’ FONDAMENTALE

Sostegno

Le madri, future o neo, hanno bisogno di supporto, aiuto, e sostegno da un punto divista pratico, ma soprattutto emotivo. Le madri hanno bisogno di essere ascoltate, accolte, coccolate e non giudicate. Hanno bisogno di confrontarsi con il partner sulle piccole e grandi questioni, i dubbi e le decisioni da prendere. Chi meglio del padre del bebè per accompagnarle in tutto ciò? Quello di cui a, a volte, una mamma può aver bisogno è anche semplicemente potersi lasciar andare al pianto, scaricare o liberare l’emotività sostenuta dal cocktail ormonale della gravidanza e, ancor di più, del puerperio, e dal grosso ruolo di responsabilità che è chiamata a ricoprire, a partire dalla ricerca della gravidanza. Il ruolo del papà, quindi, è fondamentale come punto d’appoggio, un porto sicuro dove saper di poter trovare amore e accoglienza. Non dimentichiamoci che il benessere del bambino, sin dalla gravidanza, è fortemente influenzato dal benessere della madre. Stress e malessere materno possono, ad esempio, incidere negativamente sulla crescita fetale o sull’adattamento del neonato alla vita extra uterina. Il padre si occupa della salute del bambino tutelando quella della madre. Mi piace, in questo senso, riportare sempre l’immagine della matrioska, o dei cerchi concentrici: così come la madre abbraccia e contiene il bambino, il papà è chiamato ad abbracciare la mamma, sopportarla e proteggerla, come il guscio più esterno e fondamentale di un prezioso e delicato sistema.

Uno sguardo esterno

Distacco non è sinonimo di menefreghismo. Quante volte abbiamo bisogno di allontanarci da una situazione per poterne vedere il disegno d’insieme, avere una visione più chiara e lucida, misurando il tutto da una distanza migliore? Questo è quello che spesso sono chiamati a fare i papà, portando il loro sguardo saggio di persona non coinvolta fisicamente nella questione, per aiutare la mamma a sollevarsi da un momento di sconforto, valutare insieme possibilità inesplorate, confrontarsi a voce alta su un dubbio. Il loro sguardo esterno a volte aiuta a districarsi nel marasma dei propri pensieri!

Presenza

A volte, l’unica cosa che un padre può fare per suo figlio e la propria compagna è semplicemente esserci. Ed è proprio questa la cosa più preziosa da donare: l’importanza della propria presenza, ancor più che del fare. Penso, ad esempio, al ruolo di tanti papà durante il travaglio, con le contrazioni dolorose che incalzano, ogni 3-4 minuti, e proseguono per ore ed ore. Non è semplice per i partner stare in questa dinamica e vedere le proprie compagne vivere il dolore (ricordo che anche in caso di uso della partoanalgesia la prima parte del travaglio, quella prodromica, fa male!). Spesso li ho visti desiderosi di agire, di fare qualcosa, rendersi utili all’interno del processo. Tuttavia, molto spesso, l’unica cosa importante da fare è solo e semplicemente esserci! 

Demandare

Mi viene in mente, a tal proposito, la gestione degli appuntamenti e delle visite di amici e parenti dopo il parto, quando tutti, colti dall’entusiasmo del momento, vorrebbero precipitarsi a casa dei neogenitori per salutare, conoscere il nuovo arrivato, portare il proprio regalo. Non tutti riescono a frenare la propria felicità e fare un passo indietro capendo che le prime settimane dopo il parto possono essere molto difficili da gestire, nel turbinio delle nuove emozioni, con tutto il carico di alti e bassi emotivi, pianti, stanchezza, notti insonni, e magari anche dolore fisico rimasto dal parto (pensiamo alla sutura del taglio cesareo o in zona genitale, emorroidi, capezzoli doloranti per l’allattamento, eccetera). In questo, i papà possono essere alleati eccezionali, già a partire dalla gravidanza: nelle ultime settimane, quando molte persone inizieranno a tempestare la futura mamma di messaggi e telefonate chiedendo quotidianamente se il bambino è nato aumentando il carico di ansia, agitazione, frustrazione e, diciamolo, giustificata intolleranza nei confronti dell’umanità, ecco che il papà può iniziare ad avvisare tutti che dopo il parto sarà necessario sentirsi ed organizzarsi per vedersi, evitando le improvvisate (ricordo, inoltre, che per questioni di sicurezza sul rischio di trasmissione di coronavirus le visite andrebbero limitate allo stretto necessario).

Sempre sul tema del demandare, suggerimento utile per le coppie non sposate: informatevi presso il vostro comune di residenza per effettuare in gravidanza il processo di prericonoscimento (se il riconoscimento non viene eseguito presso la Direzione Sanitaria dell’ospedale del parto contestualmente alla dichiarazione di nascita). Questa richiesta, da farsi mesi prima rispetto alla data presunta del parto, consentirà di preparare in anticipo i documenti necessari per il riconoscimento, ovvero la dichiarazione secondo cui quel neonato è vostro figlio, con conseguente vostra assunzione del legame giuridico di filiazione e dei doveri che la legge ne comporta. Per le coppie sposate, questa pratica può essere svolta da un solo genitore presso l’Ufficio Anagrafe del comune entro 10 giorni dal parto, con i documenti di entrambi i genitori. Per le coppie non sposate, è necessario che entrambi i genitori di presentino in comune, sempre entro 10 giorni dal parto: questo a volte comporta serie difficoltà alle neomadri, non essendo sempre scontato riuscire a rispettare un appuntamento a così pochi giorni dal parto. Il processo di prericonoscimento permette al solo padre di presentarsi all’Anagrafe con i documenti redatti in gravidanza. 

Interscambiabili 

Esiste qualcosa in cui madre e padre possano ritenersi completamente interscambiabili? Se questo non può, ovviamente, avvenire per la funzione biologica nella gravidanza, nel parto e nell’allattamento al seno, può invece esserlo per molte altre cose: il cambio pannolino, la vestizione, l’igiene, il bagnetto, le cure al moncone del cordone ombelicale, l’addormentamento, le coccole. Vi renderete conto di come, in ogni caso, nelle prime settimane, o anche per i primi mesi, il bambino cercherà soprattutto la madre e sembrerà riuscire a rassenerarsi e a calmarsi solo in braccio a lei: questo è del tutto normale. Lentamente, con il passare delle settimane e dei mesi, il vostro bambino si aprirà sempre di più al mondo e passerà molto più tempo anche con il papà.

 

 

 

E voi mums, raccontateci: in cosa per voi i vostri compagni si sono rivelati essenziali?

 

 

Eleonora Bernardini – ostetrica libera professionista

Mi occupo di tutelare e sostenere la salute femminile.

Promuovo la consapevolezza sul ciclo mestruale, la fertilità, la maternità ed il benessere sessuale.

Sto sempre dalla parte delle donne e delle loro scelte.

www.ostetricaeleonorabernardini.com

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