Mum's News

Legge anti-abbandono: conoscete Camillo?

15/11/2019

Abbiamo conosciuto Camillo, un piccolo lemure amico degli asili e dei genitori. E ci è piaciuto un sacco.

Il 7 novembre è entrata in vigore la legge che ha reso obbligatorio, senza i 120 giorni di adattamento, il dispositivo anti-abbandono su i seggiolini auto: una legge che ha creato non poco panico tra i genitori che, giustamente, onde evitare le salatissime multe previste e salvare i punti sulla patente (attualmente sospesi fino a marzo 2020, ndr), si sono fiondati in massa nei vari negozi e nelle farmacie della propria città per acquistare il prodotto. Risultato? I negozianti che li avevano hanno finito in poche ore le scorte; la maggior parte, invece, ne era addirittura sprovvisto ma … a rendere tutto ancora più paradossale è che, i dispositivi in circolazione (magari anche già acquistati da molti genitori) non sono nemmeno a norma. Dispositivi che, come ben sapete, non sono proprio economici soprattutto a seguito della legge  che ha fatto lievitare i prezzi!

 

“A me non succederà mai”

Tra chi chiedeva info sui modelli, chi si indignava per una legge fatta forse in maniera troppo frettolosa, c’era anche chi l’importanza di questi dispositivi non l’ha capita fino in fondo: “Ma come è possibile dimenticarsi il proprio figlio in auto? A me non succederà mai!” condannando così – ancora una volta – tutte quelle mamme e papà a cui invece, questo dramma è successo.

Ma si tratta davvero di una dimenticanza? No. Si tratta di un black out mentale temporaneo: nella caotica routine di tutti i giorni che accompagna tutte noi mamme e anche i papà, può succedere che si creano quelli che vengono chiamati ‘falsi ricordi’, ovvero, ricordi che ci fanno credere di aver compiuto delle azioni che in realtà non sono mai avvenute. Come l’aver portato nostro figlio all’asilo.

“Vinceremo, tutti insieme, quando proteggeremo la vita dei nostri figli prima delle leggi che ci obbligano”. (Salvagente Italia).

In effetti, sono tante le piccole strategie che si potrebbero utilizzare per evitare che cose così drammatiche possano accadere come, banalmente, mettere borse, pc o qualsiasi oggetto che utilizziamo quotidianamente, sul sedile posteriore per ricordarci di guardare lì prima di scendere: dunque, una borsa è più importante del figlio? Ovviamente no, ma aiutano: fungono un po’ da “elementi disturbatori” che ci “costringono” a svegliare la mente.

Conoscete Camillo?

In questi giorni, informandoci su questa legge, per noi ma anche per dare a voi le notizie più corrette e aggiornate, ci siamo imbattute in Camillo: sapete chi è? E’ un APP  che nasce come mezzo di comunicazione tra asili e genitori e che funziona inviando degli Alert, delle finte chiamate, quando si accorge che qualcosa non va.

Come è nato Camillo?

Vi spieghiamo meglio, attraverso le parole del suo fondatore, Martino Chiti, Istruttore di Primo Soccorso Pediatrico:

“Leggendo per la prima volta della tragica notizia riguardo un bambino che aveva perso la vita perché abbandonato in auto, come tutti mi chiesi: “Come è possibile dimenticarsi un figlio in macchina?”. Studiando e facendo ricerche sull’argomento ho appreso cosa sia l’Amnesia Transitoria Dissociativa o Black Out Mnemonico. Questo evento purtroppo può colpire tutti e il primo passo per la prevenzione è informare tutti i genitori del reale pericolo che si cela dietro questo fenomeno – scrive – Molti asili privati con cui collaboro per i miei corsi, già telefonavano a casa in caso di bambino assente ingiustificato, cosa che non è possibile fare nei nidi pubblici. Quindi ho avuto l’idea di automatizzare con un software questi Alert, in modo da scaricare dalla responsabilità le educatrici e minimizzare l’errore umano.

Perché è stato chiamato Camillo?

“E’ stato scelto “Camillo” perché è un nome rotondo e facile, anche per un bambino, e soprattutto è un nome che rimane uguale nelle varie lingue e traduzioni. Come mascotte abbiamo scelto un lemure per due motivi principali – spiega Martino Chiti – il primo è che questo animale è molto silenzioso, proprio come la nostra App, che non deve disturbare mai se non in caso di pericolo; il secondo motivo è che il lemure è un ottimo genitore, molto protettivo ed attento ai suoi cuccioli”.

Dunque, come funziona Camillo?

“Abbiamo creato Camillo reinventando il concetto che sta dietro ai normali dispositivi anti-abbandono attualmente presenti sul mercato. Camillo non usa un dispositivo fisico per funzionare, è infatti una Web-App che è impostata per segnalare l’eventuale problema telefonando. Per bloccare le chiamate di Alert servono la comunicazione di assenza da parte dei genitori, lo smarcamento tramite QR Code o l’appello delle educatrici. Se nessuna di queste tre azioni avviene l’Alert viene inviato. Abbiamo impostato così Camillo, in modo che l’errore umano porti ad un falso positivo (es. bimbo a casa con mamma che non ha comunicato l’assenza) piuttosto che ad una tragedia – spiega – Per rendere più completo Camillo lo abbiamo sviluppato insieme a delle educatrici d’infanzia. Ho chiesto loro quali fossero le problematiche gestionali e burocratiche quotidiane e che funzionalità avrebbe dovuto avere l’App ideale per loro. Abbiamo così realizzato un gestionale che permette agli asili di avere in cloud (evitando tutti i problemi di privacy) i documenti dei bambini, permette di avere la lista delle anagrafiche e di fare l’appello in entrata e uscita, di comunicare i dati della mensa e di creare sul calendario comune eventi con comunicazione diretta ai genitori”.

[photo credit Camillo] 

Melissa Ceccon

Mamma di due, moglie di uno, giornalista e autrice del blog Mamma Che Ansia.

Vive e lavora nella verdeggiante Brianza, sempre pronta a scrivere e raccontare le storie più interessanti per le mums.

Su Instagram il suo dietro le quinte tra vita zen e ironia.

Top

Segnala un’attività

    Do il consenso ai fini commerciali.
    Ho letto la normativa sulla privacy