Mum's Life

L’arrivo di un bimbo, che rivoluzione! Come trovare equilibrio tra essere coppia e genitori

04/05/2021

L’arrivo di un bambino: una rivoluzione nella vita di tutta la famiglia. Quando nasce un bambino nascono anche una mamma e un papà. Consigli pratici per costruire un buon equilibrio tra l’essere coppia e l’essere genitori.

La nascita di un figlio è un evento unico e straordinario, un’esperienza ricca di moltissime emozioni che porta con sé una molteplicità di cambiamenti non solo relativi alla coppia, ma anche a se stessi e alle rispettive famiglie d’origine. Insomma, l’arrivo di un bimbo, si sa, rappresenta una vera e propria rivoluzione nella vita di tutta la famiglia, segna come un punto di rottura con la quotidianità precedente, poiché richiede una grande disponibilità a modificare abitudini, stili di vita, priorità e bisogni. L’obiettivo di questo viaggio così affascinante, ma anche, a tratti, faticoso, ricco sia di soddisfazioni e successi, sia di incertezze e timori, è quello di costruire insieme, mamma e papà, un nuovo equilibrio familiare, non più a due, ma questa volta a tre, e nuove modalità di relazione.

Il momento del rientro a casa, così desiderato e atteso, apre la porta anche a una serie di stimoli che richiedono un tempo e uno spazio per essere elaborati: i ricordi legati alla gravidanza, il racconto del parto, evento intenso e sconvolgente che necessita di essere compreso e ri-narrato, l’allattamento e tutta quella numerosa serie di novità che il nuovo nato porta con sé e che è necessario imparare a conoscere nel profondo per comprendere le sue specifiche modalità di esprimere bisogni e necessità.

Ma l’aspetto sicuramente più forte e stravolgente e che determina un vero e proprio nuovo inizio riguarda la coppia, fino a quel momento abituata a pensare solo per due, si ritrova ora a dover pensare per tre e ad attraversare, dunque, quella tanto discussa transizione alla genitorialità, ossia il delicato e complesso passaggio dalla diade coniugale alla triade genitoriale.

Si tratta di un passaggio critico, non necessariamente nel senso di negativo e problematico, quanto piuttosto nel senso che, essendo generatore di grandi cambiamenti, porta con sé sia possibilità positive, sia alcuni potenziali rischi. L’arrivo di un figlio, pertanto, se da un lato è in grado di attivare e promuovere risorse personali e relazionali e di consolidare, dunque, l’identità di coppia, dall’altro lato, può anche rischiare di ostacolarne il cammino in quanto la cura del figlio occupa ora quello che prima era il tempo dello stare insieme, il tempo che la coppia dedicava a se stessa.

Quindi, come poter affrontare al meglio questo grande cambiamento? Come imparare ad acquisire e adattarsi ai nuovi ruoli di mamma e papà senza che la coppia genitoriale prevalga su quella coniugale, ma riservando, al contrario, i giusti spazi all’una e all’altra parte di sé?

Il primo aspetto fondamentale, se non il più importante, è avere chiaro l’obiettivo: costruire, o meglio, co-costruire il legame genitoriale. In altre parole, diventare genitore significa diventarlo insieme all’altro, proprio perché il figlio è il segno visibile e il frutto di un legame.

Questo significa che, pur non negando l’aspetto di grande stravolgimento che la nascita del primo figlio porta con sé, tuttavia, è importante ricordare che il passaggio dalla diade alla triade, da coppia coniugale a coppia genitoriale, non è nella direzione di un cambiamento totale e radicale, ma nella direzione della continuità con il legame coniugale già esistente. Coniugalità e genitorialità, infatti, sono due dimensioni tra loro strettamente connesse e interdipendenti.

 

Cosa fare, dunque, nel concreto, per affrontare insieme, mamma e papà, questo complesso passaggio, per dare forma a una nuova identità di coppia che sappia integrare la dimensione coniugale con quella genitoriale?

 

  • Riconoscere il proprio partner come genitore.

Il processo di assunzione della nuova responsabilità genitoriale è facilitato dal riconoscimento da parte di ciascun partner del suo nuovo ruolo, quello di mamma e quello di papà. È fondamentale, infatti, che entrambi i coniugi riconoscano e legittimino il proprio partner come genitore, dando fiducia all’altro e rispettando il suo specifico modo di esercitare questo nuovo ruolo. Tale reciproco riconoscimento assume una grande importanza per l’identità e l’autostima dei figli.

 

  • Costruire una buona alleanza genitoriale.

Essere genitori insieme significa anche collaborare e cooperare nella gestione quotidiana dei figli. Esercitare la così detta cogenitorialità non significa soltanto mostrare la propria disponibilità a una suddivisione equa dei compiti e delle responsabilità relative alla cura dei figli, ma anche e soprattutto essere disposti a concordare obiettivi e azioni comuni da perseguire insieme nel processo di crescita e nell’educazione dei figli.

Un’attività che può facilitare l’obiettivo della suddivisione dei compiti e delle responsabilità nei confronti della cura dei figli è quella della programmazione serale condivisa. Si tratta di un momento di organizzazione pratica e di condivisione, che consente alla coppia di stabilire insieme e concordare tempi e modi di gestione del bambino evitando, in questo modo, discussioni o recriminazioni dovute a una mancata programmazione dei compiti di accudimento. Con questa modalità, infatti, entrambi i partner si sentiranno coinvolti ciascuno nelle attività dell’altro, senza la sensazione che i compiti siano gestiti in modo non egualitario. Inoltre, dal momento che di solito tale confronto tra i partner si realizza alla fine della giornata, quando i bimbi sono già stati messi a letto, esso rappresenta anche un’importantissima occasione di scambio affettivo, comunicazione e vicinanza.

 

  • Non rinunciare a essere coppia.

È possibile che l’evento della nascita di un figlio possa rappresentare per la coppia un’occasione per ritrovarsi e consolidare la propria relazione, piuttosto che un momento in cui perdersi?

Il compito, di sicuro, è tutt’altro che semplice e l’equilibrio su cui la coppia aveva fino a quel momento basato il proprio legame gioca un ruolo fondamentale in questa sfida, tuttavia, è possibile mettere in atto alcuni semplici accorgimenti per evitare di essere del tutto assorbiti dall’urgenza della nuova funzione genitoriale.

Anche se tutto sembra ruotare attorno ai bisogni del piccolo, che diviene quasi il solo oggetto di attenzione, scambio e confronto, ed emerge nei due partner la sensazione che la dimensione del “noi” si stia dissolvendo fino quasi a scomparire del tutto, tuttavia, è importante non cadere nell’errore di mettere da parte, anche se solo temporaneamente, la relazione di coppia per dedicarsi unicamente alle cure genitoriali. In questo modo, rinunciando agli spazi di condivisione, intimità e affetto, fondamentali per il benessere della coppia, si pensa erroneamente di perseguire unicamente il bene del proprio figlio. Spesso, invece, accade proprio il contrario. Non bisogna dimenticare, infatti, che il benessere della coppia e quello del bambino sono strettamente collegati e che, anzi, ancor di più, per svolgere al meglio il proprio ruolo di genitori è importante non rinunciare alla possibilità di scambiare affetto e attenzioni col partner e ritagliarsi spazi per sé come coppia. I bambini, infatti, sono sensibili all’amore o alla distanza tra i propri genitori.

Per tutte queste ragioni, è fondamentale preservare uno spazio e un tempo tutto vostro, di coppia, libero dagli impegni quotidiani e dalle responsabilità genitoriali, un momento che sia esclusivo della coppia. Non esistono regole precise per riuscire a fare ciò e ogni coppia è chiamata a mettere in campo tutta la propria creatività per trovare la propria specifica ed unica modalità di dedicare del tempo al legame. Ciò che conta è che quello spazio individuato sia incorniciato davvero come lo spazio in cui stare insieme come coppia e non come genitori.

È fondamentale, inoltre, abbandonare quella convinzione errata e irrazionale, che spesso circola all’interno delle coppie, che ci fa credere che i partner siano in grado di percepire in modo istintivo pensieri e sentimenti l’uno dell’altro. È una convinzione irrazionale credere che due persone che si amano non abbiano bisogno di parole per comprendersi, al contrario, la capacità di esprimere in modo sincero e aperto i propri sentimenti, preoccupazioni e dubbi è la chiave per una relazione supportiva e aperta allo scambio, è un’abilità che chiede di essere coltivata giorno dopo giorno.

  • Crescere insieme al proprio bimbo.

È importante cercare di abbandonare l’ideale della perfezione, che, anziché contribuire ad attivare competenze e a far emergere risorse, al contrario, rischia di schiacciare sotto il peso di aspettative troppo elevate. Per questo motivo, siate indulgenti con voi stessi, non cercate di essere perfetti in ogni aspetto, piuttosto provate a ribaltare la prospettiva per crescere insieme al vostro bimbo, costruendo, giorno dopo giorno, nuove risorse e competenze, ma riconoscendo anche i vostri limiti e soprattutto la necessità di un tempo per adattarsi al nuovo ruolo. Si diventa genitori piano piano, a piccoli passi: l’essere genitori è un work in progress.

 

  • Non avere paura di chiedere aiuto.

Se la gestione della nuova quotidianità risulta particolarmente faticosa, se non addirittura insostenibile, è importante essere disposti a lasciarsi aiutare per poter allentare la tensione accumulata e ridurre lo stress.

Chiedere aiuto non è sempre così facile, al contrario, può essere molto difficile soprattutto se si pensa di dovercela fare unicamente con le proprie sole forze e che il fare affidamento sulla propria famiglia d’origine o su altre figure di supporto amicali o professionali rappresenti una sorta di fallimento del proprio ruolo genitoriale. Non è così! Anzi, il supporto pratico ed emotivo offerto dalla rete di relazioni sociali e familiari acquisisce un’importanza fondamentale per il benessere della coppia in una fase così delicata della vita e spesso i neogenitori possono rimanere sorpresi nello scoprire che, in realtà, amici a parenti sono contenti di potersi rendere utili.

C’è chi dice che essere genitori sia il mestiere più difficile del mondo, se non addirittura impossibile. Ciò che è certo è che si tratta di una strada che richiede tempo e cura, grande attenzione e disponibilità a sostare e attendere, una strada per crescere insieme, mamma e papà, al proprio bimbo.

 

Martina Pontremoli, Psicologa Clinica e Maestra di Giocodanza®

 

Svolgo attività di sostegno psicologico per adulti, adolescenti e bambini. Sono, inoltre, maestra di Giocodanza®, una metodica di avviamento alla danza per i più piccoli.

Visita il mio sito www.psicologoalegnano.it e seguimi anche su Instagram, mi trovi come @sguardodentrodime!

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