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Mum's Life

La mia vita da mamma con la paura per mia figlia: la testimonianza di Vera

09/03/2021

Cosa prova una mamma davanti al dolore di un figlio? Come si deve comportare una mamma vedendo il proprio figlio star male? Come superare la Paura con la P maiuscola?Vera Lelli, la nostra pedagogista oggi ci apre il suo cuore e ci racconta la sua esperienza

Questa volta vi racconto una storia, la storia che parla di me e della mia cucciola fragilmente fortissima. 

Perché io sono mamma, anche di tre ometti, ma con lei sono diventata una mamma nuova.

Le prime tre gravidanze sono state da manuale e i miei tre cuccioli hanno poi avuto febbri, otiti, virus gastrointestinale e varicella come capita a tute … Sì, ci sono state due corse in ospedale per qualche punto in fronte. Ma niente di più.

Poi è arrivata lei, finalmente la mia tanto desiderata bambina : il mio sogno che si avvera.

Un sogno che vivo e viviamo tutti in famiglia con lei. Ma è un sogno di quelli che in alcuni momenti ti fanno svegliare all’improvviso per la paura.

Eh sì. Con la nostra cucciola è stata paura ancora prima di aver fatto la prima ecografia.

Una gravidanza segnata da innumerevoli momenti di panico, da riassestamenti e da nuove paure che prendono il posto delle prime.

La mia bimba, fragilmente fortissima

Fatto sta che dopo due mesi di ricovero, il 18 ottobre 2018, la mia stellina nasce con un cesareo a 35 settimane. Piccola, meravigliosa, sembrava perfetta.

Peccato che fosse un’illusione, un’illusione che è durata poco. Un’illusione che si è trasformata in 42 giorni di Terapia Intensiva Neonatale. La nostra piccola guerriera sembrava perfetta ma nascondeva numerose piccole particolarità che ci impedivano di portarla a casa.

La più faticosa che ci ha accompagnato per i primi due anni è stata una malformazione alla colonna vertebrale.

La gioia infinita di avere la nostra cucciola con noi è sempre stata incrinata dalle infinite preoccupazioni e dai mille impegni legati alla sua salute.

Fin da subito ha dovuto adattare la sua vita a tutti quei controlli e a quegli esami così fastidiosi e ingiusti per una bambina così piccola.

E la fatica per me, che l’ho sempre accompagnata, è fatta di paura per il suo futuro, di sofferenza per quelle torture che ha sempre subito, di impotenza di fronte alle reazioni dei medici spesso spiazzati di fronte al suo caso.

Quando mi è stato comunicato che avrebbe dovuto indossare un terribile corsetto per molti anni è stata dura. Poi, come ogni volta, ci siamo assestati: l’importante è che ci sia una soluzione, affronteremo tutto per e con lei.

L’arrivo della pandemia!

Il Covid ha cambiato tante cose: ci siamo sentiti lasciati in disparte, una sospensione che è parsa quasi una vacanza da tutto quel lavoro.

E con l’autunno di nuovo una felicità incrinata: la schiena va bene, per ora niente corsetto ma…

E il mondo crolla un’altra volta!

Dalla risonanza risulta un nuovo problema, questa volta riguarda il midollo, bisogna valutare con urgenza e poi operare.

La situazione dovrebbe essere risolvibile e l’intervento di solito va bene.

Dovrebbe essere… Di solito…

Ci si attacca ai condizionali per non soccombere. Per entrare in un nuovo tunnel fatto di nuovi ospedali, di nuovi dottori, di nuovi esami, di nuovi pianti.

La mia cucciola ha 2 anni e 4 mesi e la sua breve vita è questa.

Io grazie a lei sono diventata una mamma nuova.

Una mamma che capisce quanto può essere fragile la vita.

Che capisce che nonostante tutto potrebbe andare peggio e quindi va bene così.

Che capisce che in quelle imperfezioni si nasconde la perfezione della sua cucciola meravigliosa.

Ora so cosa vuol dire avere paura, quella paura che non fa dormire, che fa salire un magone incontrollabile nel momento della buonanotte.

Ma so anche cosa vuol dire dover essere forti perché non si può fare altrimenti, anche se a volte si avrebbe bisogno di non esserlo, di potersi lasciare andare.

La mia vita da 3 anni ormai è questa e non la cambierei per niente al mondo.

Certo, darei qualsiasi cosa per interrompere le fatiche della mia bambina.

Intanto faccio quel che posso per essere una mamma positiva, una mamma allegra e rassicurante per lei e per i suoi fratelli.

Perché vi ho raccontato la mia storia? 

Perché possa essere d’aiuto alle mamme che come o più di me hanno a che fare con quelle grandi paure che non si è mai pronte ad affrontare. 

Vorrei quindi lasciarvi le mie 5 regole d’oro per sopravvivere alle Paure con la P maiuscola:

  1. Quando le paure arrivano accettatele e vivetele senza sentirvi sbagliate. Abbiamo diritto di soffrire e di essere spaventate per i nostri cuccioli.

  2. Cercate però di non soccombere alle vostre preoccupazioni: i vostri bambini hanno bisogno di voi e per loro è importante che troviate la forza di reagire.

  3. Dove trovarla? Nelle piccole cose di tutti i giorni, nella gioia che vi regalano, nei loro sorrisi, nell’amore che vi dimostrano. Nel pensiero che senza di loro nulla avrebbe senso.

  4. Aiutateli ad affrontare le loro sfide al meglio. In quei momenti gestite le vostre emozioni e dedicatevi a loro trasmettendo fiducia nelle loro risorse, positività e coraggio. Il vostro sorriso è contagioso: trasformate le loro disavventure in un gioco (ricordate il papà di “La vita è bella”?).

  5. Quando soffrono accogliete il loro dolore, le loro paure e la loro rabbia. Mostratevi comprensive ed empatiche e aiutateli a tirare fuori le loro emozioni.

 

 

Tutto tranne che semplice.

A volte vi sembrerà di crollare. Vi sembrerà che sia troppo riuscire a gestire le fatiche di tutti.

A volte invece vi sembrerà di essere diventate fin troppo forti, quanto non avreste mai potuto immaginare.

Il segreto sta proprio nell’equilibrio precario tra queste due sensazioni: sta nel piangere quando serve, nell’ingoiare le lacrime quando è necessario e nel sorridere quando l’amore più grande ha bisogno di voi. 

 

Vera Lelli

Pedagogista // Parole tra mamme – sostegno alla genitorialità

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