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“La mia piccola Arianna”: la tragedia di mamma Elena raccontata in un libro

07/02/2021

Di sicurezza stradale non si parla mai abbastanza: a volte non ci rendiamo conto che basta davvero poco, una piccolissima distrazione, per rischiare di cambiare per sempre le nostre vite o quelle degli altri. A Elena Randellini è successo, e ve lo racconta nel suo racconto autobiografico

Chissà cosa sarebbe successo se…?

Ve lo siete mai chiesti? Io sì, parecchie volte. E anche Elena, la mamma che ha scritto “La mia piccola Arianna” e di cui oggi vi voglio parlare. Un libro che – lo ammetto – dimorava sul mio comodino da settimane ma che ho lasciato lì, impaurita ad aprirlo: perché sapevo di cosa parlava e sapevo che leggendolo avrebbe scatenato in me una bufera di emozioni.

Scelgo quindi di iniziare questo articolo con una piccola confidenza personale: era il 18 dicembre di qualche anno fa, quando la mia vita era molto diversa da come lo è ora. Avevo un altro lavoro, a qualche chilometro da casa; mi ero appena trasferita nella casa nuovo con l’uomo che oggi è mio marito; e non ero ancora mamma. Per fortuna.

Dico per fortuna perché quel 18 dicembre di qualche anno fa, andando come ogni giorno a lavorare, una donna proveniente dalla corsia opposta e intenta a guardare ovunque tranne che la strada, mi centrò in pieno. Un frontale. Di quella mattina ricordo tutto perfettamente nonostante oramai siano passati otto anni: gli abiti che indossavo, il sole caldo nonostante mancasse poco a dicembre, e il rumore di quell’impatto. Quel giorno nonostante tutto sono stata molto fortunata e me la sono cavata con un’operazione e un bel po’ di settimane di riabilitazione. Ma ancora oggi, la macchina mi fa paura e quando sono diventata mamma, il solo pensiero che quello che avevo già vissuto potesse risuccedere ma con i miei bimbi, mi toglie il fiato ogni volta.

Ancora oggi mi chiedo sempre cosa sarebbe successo se … avessi bevuto il caffè con più calma? O avessi preso un’altra strada? Forse, quello che mi è successo non mi sarebbe successo o forse era nel mio destino. Non lo so.

Per questo ho aspettato a leggere il libro di Elena, La mia piccola Arianna, edito EuropaEdizioni. Avevo bisogno di prepararmi psicologicamente perché lei ha vissuto la mia paura più grande: essere vittima di un terribile incidente d’auto rischiando di perdere la sua piccolina.

 

La mia piccola Arianna

A pochi mesi dal parto, Elena insieme al marito, decide di partire per le vacanze: tre settimane al mare. Il miglior modo per cambiare aria e godersi appieno il grande cambiamento delle loro vite. Giorni di spensieratezza circondati dall’amore e dall’affetto di parenti e amici.

Una vacanza perfetta, indimenticabile. E – noi mamme lo sappiamo bene – la prima vacanza da mamme non si scorda mai perché la maternità è come la pagina bianca di un nuovo diario che comincia a riempirsi di nuovi ricordi. Si può tornare anche nel luogo di villeggiatura nel quale siamo cresciute, ma insieme ai nostri bimbi, quel luogo assume sapori, colori e sensazioni tutte nuove.

Elena non poteva essere più felice e mai si sarebbe immaginata che quella vacanza perfetta si sarebbe trasformata in qualcosa di terribile. Mancavano oramai pochi giorni alla fine della loro vacanza e, in un giorno di nuvole, Elena e il marito, insieme alla loro piccolina, decidono di rinunciare alla spiaggia per fare i turisti in giro per i paesini limitrofi.

Poi il bivio: dopo una lunga giornata a spasso, meglio rincasare o proseguire? Decide l’istinto materno: forse per la piccola Arianna, un interno giorno in giro era troppo pesante, così – insieme – scelgono di rincasare.

Il dramma

Ancora oggi Elena si chiede: “cosa sarebbe successo se …?” invece di rincasare avessero deciso di proseguire il loro giro? Chi lo sa. Nessuno può saperlo, l’unica cosa che Elena ha potuto fare è raccontare – dopo anni – quello che è successo quel giorno, rincasando.

Un’auto a tutta velocità si scontra con la loro.

Un impatto fortissimo.

Poi la drammatica scoperta: Arianna non era più nell’ovetto, ma era stata sbalzata fuori dall’abitacolo a metri di distanza.

Cosa possono provare un padre e una madre in un momento del genere? Io non me lo posso nemmeno immaginare, ma il mio cuore si è fermato insieme a quello di Elena leggendo il suo racconto.

Sicurezza stradale

Questo è un libricino che tutti dovrebbero leggere e divulgare perché di sicurezza stradale non si parla mai abbastanza.  Nelle vite sempre più frenetiche che tutti noi oramai conduciamo, basta davvero pochissimo, una banale distrazione, per cambiare la propria vita o quella degli altri per sempre.

Guidare è una grande responsabilità che abbiamo verso gli altri e anche verso noi stessi. Le parole di Elena:

“vorrei quindi portarvi a riflettere su quanta responsabilità abbiamo quando guidiamo, per noi stessi, per chi trasportiamo e per chiunque troviamo per la strada perché basta davvero pochissimo per rovinarsi la vita e per rovinarla anche a chi, per puro  caso, si trova ad incrociare la propria strada. E’ quindi molto importante fare attenzione e non distrarsi, avere rispetto per le norme che regolano la circolazione stradale e non mettersi mail al volante in condizioni non idonee”.

Un messaggio importante che val la pena divulgare e io ringrazio Elena per avermi permesso, attraverso la sua tragica storia, di poterne parlare su Mumadvisor.

Voglio lasciarvi però con un ultimo ma bellissimo messaggio, che sicuramente riempirà il cuore di mamma di tutte voi: Arianna, oggi, è una bellissima ragazza di 17 anni. Dell’incidente non si ricorda nulla. All’epoca era una fagottino di pochi mesi, che ha dimostrato a tutti la sua forza infinita di rimanere aggrappata alla vita che le era appena stata concessa grazie all’amore dei suoi genitori.

Da parte mia, ma so che mi farete compagnia, non mi rimane che chiudere questo articolo con un immenso abbraccio virtuale alla “nostra” piccola Arianna.

 

 

Melissa Ceccon

Responsabile editoriale – Mumadvisor

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