Mum Loading

Mum's News

Insegnare l’autonomia

19/09/2017

Le otto cose che i nostri figli devono saper fare prima dei 13 anni. L’esperta: “Insegnate subito l’indipendenza. Perché i rischi sono tanti…”. Tutti i segreti

 

Non correre, bevi piano quella bibita fredda, hai messo la canottiera? Svegliati, è ora di andare a scuola. La colazione è pronta! Sono le tipiche frasi pronunciate quotidianamente dai genitori ai figli. Se però le raccomandazioni sono eccessive, il rischio è di far nascere un senso di preoccupazione esagerato. L’unico risultato ottenibile è che i bambini e i ragazzi arrivano a considerare i genitori noiosissimi finendo per ignorare totalmente le raccomandazioni. Ma, soprattutto, che non imparino a diventare autonomi, aspetto fondamentale per la crescita. Inoltre, insistendo con le raccomandazioni si facilità l’insorgenza di uno stato ansioso, una perenne tensione potrebbe, secondo uno studio Usa pubblicato sul “Journal of Child and Family Studies”, trasformarsi in depressione. E allora via libera alle regole ed agli insegnamenti, ma anche all’indipendenza, all’autosufficienza.

 

CHE COSA DEVONO SAPER FARE PRIMA DEI 13 ANNI – La mamma blogger inglese Amy Carner, mamma di tre gemelli maschi, di una femmina teenager e di un bambino di 10 anni adottato, ha scritto un post intitolato “Otto cose che i vostri figli devono imparare a fare da soli prima dei 13 anni”. La donna parla di mettere sul loro comodino una sveglia in modo che si sveglino da soli senza l’aiuto della mamma, di non preparargli la colazione o portargli di corsa a scuola il quaderno che hanno dimenticato, di insegnargli a fare la lavatrice o il letto, e di non mettersi sempre in mezzo tra loro e gli insegnanti. Ecco, in sintesi, come dovrebbe comportarsi un genitore per insegnare ai ragazzini l’autonomia. Il presupposto è semplice: come possiamo farne degli adulti competenti e responsabili se ci sostituiamo continuamente a loro?

 

 

LA SVEGLIA: lasciare che si alzino da soli senza andare a svegliarli ma ad es. mettendogli una sveglia sul comodino;

LA COLAZIONE: possono prepararsela da soli facendo cose diverse in base all’età. I più piccoli predisponendo ad es. la sera prima le tovagliette e i più grandi scaldandosi il latte;

LE SCARTOFFIE: per tutte le attività dei bambini (scuola, nuoto, danza…) ci sono da compilare molte carte. Si può coinvolgere il bambino nella compilazione così da renderlo più autonomo;

LE DIMENTICANZE: se il bambino si dimentica qualcosa (quaderno, chiavi, ecc) non bisogna correre a portarglieli così la prossima volta se ne ricorderà;

L’AGENDA DELLA SETTIMANA: devono imparare a gestirsi l’agenda in modo autonomo non arrivando a chiedere le cose all’ultimo minuto ma programmandole per tempo;

LA LAVATRICE: l’uso della lavatrice è molto semplice per cui i ragazzini lo possono fare autonomamente (dopo avergli spiegato bene come funziona);

IL RAPPORTO CON GLI ALTRI ADULTI: lasciate che i bambini imparino a gestire autonomamente il rapporto con gli altri adulti. Ad es. se prendono una nota parlatene con loro, sentite le loro ragioni e spiegategli come devono comportarsi senza correre a colloquio con l’insegnante se non esplicitamente convocati;

I VOTI E LA VITA SCOLASTICA: non stategli troppo addosso, chiedetegli come va ma non fategli un interrogatorio materia per materia.

Ma a questo lungo elenco, bisognerebbe aggiungere altri aspetti, due cose che gli adolescenti dovrebbero conoscere prima di iniziare la strada dell’adolescenza. Sapere, per esempio, che se si fa una cosa non si può più tornare indietro, e che quella cosa avrà delle conseguenze. E non da ultimo imparare a coltivare le amicizie, guardarsi più spesso in faccia, chiacchierare e confrontarsi, litigare e fare pace, lasciando da parte lo smartphone, ormai al centro della vita dei nostri figli.

 

PERCHE’ E’ IMPORTANTE L’AUTONOMIA – Ma perché è davvero importante che i ragazzi diventino autonomi? “I figli vanno instradati all’autonomia fin da subito” – ci spiega Maura Manca, psicologa, psicoterapeuta dell’adolescenza. “Man mano che crescono devono imparare a mangiare da soli, a camminare da soli, a vestirsi da soli fino ad essere alla fine dell’adolescenza completamente autonomi su tutto e pronti a spiccare il volo”. L’autonomia, però, è un processo graduale, un figlio deve essere reso indipendente in funzione dell’età e dello sviluppo psichico e fisico, perché altrimenti “avrà sempre bisogno del genitore, avrà una scarsa fiducia in se stesso e incapacità a gestire adeguatamente i problemi e, in alcuni casi, può arrivare ad avere ansia e disturbi depressivi”, continua l’esperta.

 

I RISCHI – Se non diventano autonomi, dunque, il rischio è che non riescano a capire quanto realmente sono in grado di fare le cose da soli. “Avranno paura di assumersi delle responsabilità – sottolinea Manca – e tenderanno a delegare agli altri e magari a dipendere sempre da qualcuno, diventando facilmente condizionabili. La sicurezza personale, la consapevolezza di se stessi porta ad essere coscienti del proprio essere e del proprio spazio, a prescindere da ciò che dicono e che fanno gli altri. Un bambino che non ha la possibilità di sbagliare, con maggiore probabilità svilupperà in adolescenza e poi in età adulta una serie di paure o insicurezze, poiché non ha imparato a conoscere e utilizzare le proprie risorse. Oltretutto se si fanno le cose al posto loro impareranno che le cose si ottengono senza il minimo sforzo e si troveranno molto male nella presente e anche nel futuro”.

 

 

LE DOMANDE ALL’ESPERTO – MAURA MANCA, psicologa e psicoterapeuta, presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza

A quale età dovrebbe avvenire il giusto distacco?

L’autonomia è un processo che deve caratterizzare la relazione tra il genitore ed il figlio fin dai primi mesi di vita, non è un momento in cui il genitore decide di staccare il cordone e lo abbandona a se stesso. Il ruolo del genitore è di dargli gli strumenti e di lasciarlo andare man mano, un passetto dopo passetto, in funzione dell’età. Ovviamente, durante la fase adolescenziale questo processo è molto più evidente, il figlio da bambino diventa adulto e ha bisogno di individuarsi e di separarsi da un punto di vista fisico, uscendo maggiormente di casa o chiudendosi nella cameretta, e mentale, mettendo in discussione i modelli genitoriali e identificandosi con i pari, con altre regole e modelli. Se un figlio è stato reso autonomo fin da bambino sarà un adolescente sufficiente responsabile e rimarrà contenuto nelle sue normali ribellioni e messe in discussione, altrimenti ci sarà una amplificazione dei problemi e una difficoltà da parte del genitore di gestirlo.

 

 

Crede che i genitori, oggi, siano eccessivamente protettivi?

Molto spesso i genitori sono troppo protettivi nei confronti dei figli, arrivano prima, mettono troppo spesso un paracadute, danno troppo velocemente una soluzione rapida e pronta. Questo atteggiamento può ostacolare il processo di crescita del figlio e andare ad intaccare la sua autostima, la fiducia e sicurezza personale e l’autonomia di pensiero.

 

Mamme e papà alle prese con l’educazione e con la complessa gestione della giornata. Che consigli si possono dare?

L’educazione è alla base di tutto, educare significa tirare fuori le risorse di un figlio. Questo è possibile attraverso prima di tutto il buon esempio, il comportamento del genitore è la principale fonte di apprendimento del figlio e anche attraverso le regole. Mettere delle regole significa dare un senso e una direzione alla vita di un figlio e fungere da guida a partire dalle attività quotidiane. È importante quindi mettere regole e definire un ritmo di vita più o meno stabile caratterizzato da orari: quando andare a dormire, mangiare, fare i compiti. Tutto questo è molto importante per sviluppare un senso morale, dei limiti e per capire che nella vita ci sono anche dei doveri. Sembrano banalità ma è nella quotidianità che si ottengono i migliori risultati. Per farsi ascoltare il segreto sta nella spiegazione, se comprendono il senso di ciò che stanno facendo, lo faranno, se gli viene imposto si opporranno o non capiranno perché lo devono fare. Ovviamente ci vuole tanta pazienza, non basta una e neanche due volte, ma ci vuole perseveranza. Se si educano all’autonomia fin da piccoli sarà più facile perché per loro diventa una abitudine. E’ importante anche fargli capire l’importanza di aiutare il genitore e la collaborazione domestica per fargli arrivare il concetto di fare insieme e che nulla gli è dovuto.

 

Benedetta Sangirardi

Top