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I genitori nell’Italia della Pandemia, tra “sperimentatori” e “timorosi”. E tu, come ti senti? L’indagine.

06/11/2020

Spesso ci siamo chieste che conseguenze avrà tutta questa situazione sui nostri bambini. Ogni giorno ci siamo messe in prima linea per trovare il modo migliore per far vivere ai bambini questa situazione colma di incertezza. Ma non ci si ferma quasi mai a chiedersi: ma noi genitori, come stiamo?

Sebbene sospesi tra decreti e ordinanze, tra incertezze, ansie, sbalzi di umore e preoccupazioni, i genitori italiani con figli 0-14enni non mettono in discussione i grandi valori e i punti fermi della vita familiare, anzi, e fanno emergere un’Italia della quotidianità che, per il 46%, dichiara di guardare al futuro con ottimismo.

È quanto emerge dall’indagine “La sfida dei Genitori Italiani” voluta da Prénatal Retail Group, e condotta da BVA-DOXA nel corso di due rilevazioni con metodologia CAWI, a febbraio e a settembre 2020, che hanno consentito di “misurare” gli stati d’animo e gli atteggiamenti dei genitori italiani prima della pandemia da Covid-19 e nella successiva fase (periodo 17-28 settembre, a scuole aperte)

Come si sentono i genitori e di cosa hanno bisogno?

Nel dettaglio, la rilevazione ha coinvolto un campione di 619 genitori, equamente distribuiti tra mamme e papà, di età compresa tra i 25 e i 55 anni e residenti su tutto il territorio nazionale. Rispetto alle fasce di età dei bambini e ragazzi, questa la ripartizione: 0-2 anni (12%), 3-5 anni (19%), 6-8 anni (20%), 9-11 anni (24%), 12-14 anni (25%).

Ma come si sentono i genitori e di cosa avrebbero più bisogno? Protettivi (47%), rassicuranti (36%) e pazienti (37%): così si descrivono principalmente i genitori italiani con figli 0-14enni ma, dal confronto tra la prima e la seconda rilevazione dell’indagine, cala la percentuale di coloro che si definiscono allegri (da 30% a 24%) e aumenta quella degli ansiosi che passa da 13% a 18% con un incremento più significativo tra le mamme.

Quanto ai bisogni più ricorrenti, la richiesta di maggiori risorse economiche (44%, +5%) è seconda all’ “avere più tempo libero” che, sebbene registri un calo dell’11%, rimane la prima necessità per il 50% degli intervistati. Aumentano anche la domanda di servizi a sostegno delle famiglie (34% vs 29%) e di possibilità di trovare un lavoro, specie per le mamme (32%, +11%).

 

Le diverse tipologie di genitori, e tu? In quale ti riconosci?

Quattro i tratti caratterizzanti che sono emersi dall’indagine: Il polo positivo, rappresentato da “Gli Sperimentatori” e da “Gli Equilibrati” conta un 46% e guarda al futuro con ottimismo, il polo negativo, di pessimisti e poco soddisfatti, coinvolge il restante 54% annoverando “I Timorosi” e “Gli Scoraggiati”.

Da sottolineare che le 4 tipologie, costruite sulla base degli atteggiamenti, non hanno registrato cambiamenti nelle due fasi di rilevazione, pre e successivamente all’avvento della fase pandemica.

Gli sperimentatori: sono il 18%, residenti principalmente nel Nord Ovest del Paese, di età compresa tra i 36 e i 45 anni e una prevalenza di figlie femmine. Si contraddistinguono per una più marcata tendenza al nuovo e il più alto livello di scolarizzazione. Aperti e consapevoli dell’esistenza di nuovi e diversi modelli di famiglia, riconoscono la difficoltà di mantenere l’autorevolezza con il figlio, sono molto coinvolti nell’educazione dei bambini/ragazzi e più della media sanno sfruttare le nuove opportunità di dialogo con loro. Sono veri e propri animali sociali, particolarmente sensibili al giudizio degli altri, attenti agli aspetti di inclusione sociale e integrazione delle minoranze. Sono ottimisti, determinati nel perseguire gli obiettivi e soddisfatti della loro vita attuale.

Gli Equilibrati: sono il 28%, residenti al Centro-Sud e nelle Isole, vanno dai 25 ai 35 anni e hanno soprattutto bambini 6-8 anni. Sono genitori moderati nei comportamenti e negli atteggiamenti, più degli altri vogliono trasferire ai figli l’importanza dell’impegno e il senso di responsabilità ma anche il valore dell’essere se stessi e della libertà di pensiero. Si definiscono genitori protettivi e sono i più attenti all’ambiente e alla sostenibilità. Per loro il gioco è valore educativo, apprendimento e creatività.

 

 

I Timorosi: sono il 33% e, come Gli Sperimentatori, risiedono principalmente nel Nord Ovest. Hanno però un’età più elevata, oltre i 46 anni, e figli 6-8 anni. Sono individui poco inclini ai progetti a lunga scadenza, chiusi verso il nuovo ma senza ragioni oggettive. Da genitori avvertono in modo più sensibile degli altri la difficoltà di mantenere autorevolezza con i figli e la stabilità di coppia. Sono coloro che si definiscono i più protettivi, meno moderni, ma allo stesso tempo cercano di educare i figli all’autonomia. Amano dedicare tempo alla famiglia e tra gli insegnamenti che ritengono più importanti dichiarano “godersi gli affetti e le persone care” e “avere rispetto per gli altri”.

Gli Scoraggiati: sono il 21%, residenti soprattutto nel Centro e nel Nord Est, tra i 25 e i 35 anni e con figli prevalentemente maschi di 9-11 anni. Sono il gruppo con la più alta quota di genitori single (9% vs 4% del totale campione). Più degli altri manifestano richieste di sostegno su aspetti concreti della quotidianità che rendono più difficile il rapporto con i figli, di cui sono i più insoddisfatti rispetto agli altri gruppi. Fanno fatica a progettare a medio-lungo termine e hanno meno tempo degli altri da dedicare alla famiglia. Le difficoltà del quotidiano li portano a privilegiare insegnamenti rivolti al “fare”: apprendere competenze per mettere in pratica soluzioni efficaci. Rispetto e onestà sono i valori chiave che vogliono trasmettere.

 

Mums, vi riconoscere in uno o più gruppi?

 

Melissa Ceccon

Responsabile editoriale – Mumadvisor

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