Mum Loading

Kid's Corner

Facciamo un tuffo? Bambini e nuoto, tutti i benefici e quando iniziare

30/06/2020

I vantaggi del nuoto non si fermano allo sviluppo del corpo, ma coinvolgono anche le capacità cognitive, la concentrazione e perfino l’autostima dei bambini. 

In vacanza al mare, in montagna oppure in città, possiamo divertirci insieme ai bambini tra onde e spruzzi. Questa sarà un’ottima strategia per permettere al vostro bimbo di prendere confidenza con l’acqua e di muovere le “prime bracciate”.

Perché è importante il nuoto

Il nuoto porta ad uno sviluppo equilibrato della muscolatura. Il carico di lavoro, infatti, viene distribuito in modo omogeneo su tutto il corpo, garantendo una crescita simmetrica e armoniosa.

Inoltre, garantisce uno sviluppo sano non solo di ossa e muscoli, ma anche di cuore e polmoni, migliorando e rinforzando la capacità cardiocircolatoria. Contribuisce poi, ad affinare la coordinazione degli arti e migliorare la capacità di percezione del corpo, rendendo il bambino più consapevole dei suoi movimenti e de suoi limiti.

I vantaggi del nuoto non si fermano allo sviluppo del corpo, ma coinvolgono anche le capacità cognitive, la concentrazione e perfino l’autostima dei bambini. 

Conosco, imparo, prendo fiducia e faccio da solo!

Qual è l’età migliore per iniziare

I bambini hanno una predisposizione innata a nuotare e a stare in acqua: nel grembo materno galleggiano e nuotano sin dai primi mesi, ma non dimentichiamoci che non tutti i bambini sono naturalmente predisposti e portati al nuoto. Imparare a nuotare è una questione di sicurezza e anche in questa occasione dobbiamo ricordarci che ogni bambino ha i suoi tempi, nel momento in cui si sentirà pronto il bisogno di sperimentare arriverà da lui. 

Non esiste un’età specifica per cominciare a nuotare. Già nei primi mesi di vita e, sotto forma di gioco, il bambino può entrare in confidenza con l’acqua, perché è un elemento a cui è abituato, in questo caso parliamo di acquaticità neonatale. Comunque, è sempre bene procedere per livelli e ricordare che, nella fascia pediatrica della prima infanzia, ad ogni età corrisponde una fase. Un bambino, comunque, impara a tuffarsi, attraversare un tratto di vasca e uscire dall’acqua con i propri mezzi tra i due anni e mezzo e i cinque anni. Tutto come abbiamo accennato prima, dipende dalla predisposizione del piccolo.

Iniziamo ad allenarci a casa

La vasca da bagno può diventare un luogo ideale per le prime lezioni di respirazione. Giocare a inspirare e a rilasciare l’aria sotto all’acqua facendo le bolle è il principale metodo per insegnare ai bambini la respirazione durante il nuoto.

Inoltre, la vasca da bagno può essere il primo luogo per provare a immergere la testa sott’acqua, per provare questa sensazione nuova.

Un gioco molto interessante potrebbe essere quello di farlo immergere per trovare uno dei loro giochi sul fondo della vasca. 

Imparare giocando è il modo migliore per cominciare una nuova attività.

Il ruolo del genitore

Se il bambino non riesce a superare la paura dell’acqua, non dobbiamo forzarlo assolutamente! Sarà importante non ricorrere a metodi drastici come gettarlo in acqua senza il suo consenso o costringerlo a stare a galla da solo: traumatizzarlo potrebbe seriamente compromettere il suo rapporto con l’acqua. Bisogna procedere gradualmente, fissando piccoli obiettivi.

 

Ad esempio, partiamo dalle acque meno profonde e usiamo supporti in grado di infondergli sicurezza, procedendo poi ad un’eliminazione graduale, festeggiando con il bambino ogni tappa di autonomia conquistata.

Buon bagno e buona estate a tutti!

 

Carla Colleoni  –  Psicomotricista, Atelierista, Assistente Montessori per la fascia 0-6  e, co-fondatrice di Mokki

Mokki è una casetta, in continua costruzione, con la porta sempre aperta. È destinata al mondo dell’educazione e del benessere psicofisico, in cui confluiscono diverse competenze per accogliere e aiutare genitori, bambini ed educatori nella loro crescita permanente.

Top