Mum's Life

Come interpretare i “segnali magici” dei bambini e trasformarli in attività meravigliose

23/03/2021

Dalla mia esperienza ogni cosa che fanno i bambini, anche quella che più ci dà fastidio, nasconde dei messaggi in codice. Come fare a riconoscerli?

Ogni cosa che fanno i bambini, anche quella che non ci piace, nasconde dei “messaggi in codice” di ciò di cui hanno veramente bisogno. Costantemente ci danno “segnali” di molte attività che ci passano davanti senza accorgerci alla velocità di un treno che qualche volta è difficile riaverla con la stessa intensità. Sta a noi interpretarli e trasformarli in qualcosa di meraviglioso per la loro crescita e momenti condivisi, come se fossimo degli Sherlock Holmes. 

A volte manifestano il loro interesse in modo forte, irruento, come per esempio lanciando qualcosa. È il loro modo di esprimere frustrazione e farsi capire oppure è un modo di esplorare i principi di causa-effetto e della fisica? Una casa con attività ben organizzate e ambienti a loro misura sarebbe di grande aiuto. 

È importante osservare per cogliere cosa possiamo fare in chiave costruttiva. Ad esempio trascina una sedia, quale migliore occasione per mostrare come alzare e trasportarla con cura (lateralmente per poi appoggiarla e metterla sotto un tavolo appoggiando prima le gambe anteriori e poi le posteriori per avere maggiore controllo).

L’unica regola è cercare di capire cosa ci stanno dicendo con un atteggiamento, osservando:

  • di cosa avrebbero bisogno

  • come possiamo aiutarli

  • che attività costruttiva possiamo fare con ciò che stiamo osservando.

L’osservazione del bambino da parte nostra è fondamentale. Cosa occorre osservare? Cosa riesce a fare, i suoi reali interessi e anche quelli che chiamo “i segnali magici”, ossia tutte quelle cose che fa e ci danno fastidio, come lanciare oggetti, arrampicarsi ovunque perché racchiude tutto ciò di cui ha veramente bisogno e aiuta sia la nostra organizzazione in casa sia il proporre delle attività autonome, stimolanti e sicure. Quando avevo la scuola, c’era un bambino che rovesciava “volutamente” l’acqua della brocca a terra e anche se aveva colto il mio disagio nel bagnare o sporcare tutto, continuava a farlo. In quel momento avevo la possibilità di scegliere e accogliere quello che mi stava dicendo e non è stato facile per me! Quando ho iniziato a pormi delle domande e osservando la sua passione per l’acqua, ho capito cosa voleva dirmi. Aveva bisogno di sperimentare i travasi con acqua. Così ho creato una postazione con bacinelle dove potesse farlo e al tempo stesso avevo predisposto vassoi di attività di vita pratica di travasi liquidi. Da quel momento non lo ha più fatto.

COME TRASFORMARE IL SEGNALE MAGICO IN UN’ATTIVITA’

Ecco altri 3 esempi:

1 – LANCIA TUTTO PER ARIA: Per diversi motivi può lanciare le cose. Quando è molto piccolo e lo fa è importante chiedersi “se lancia a cosa è interessato?”. Vuole scoprire cosa succede a quella palla, dove va, torna indietro, trovandone l’effetto. Cosa possiamo predisporre affinché possa fare esperienza del lancio e delle leggi della fisica in maniera costruttiva, sin da piccoli? Istituiamo un angolo del lancio. 

 

2- SI ARRAMPICA DAPPERTUTTO: Si arrampica dappertutto, salta sul divano. Cosa ti sta dicendo? Che ha bisogno di movimento ed è qualcosa di innato in noi. Pensa a quando durante una conferenza seduti muoviamo il piede o arricciamo i capelli. Cosa possiamo predisporre affinché possa muoversi liberamente nel rispetto degli spazi della casa? Va previsto uno spazio dei salti, come un tappeto, un materassino o altro in sicurezza dove possa saltare e arrampicarsi.

 

3- TIRA FUORI TUTTO DAGLI SPORTELLI: Tira fuori pentole, calzini o scarpe che poi magari mette in fila. Risponde al suo bisogno di ordine e di esplorare il dentro e il fuori iniziando a mettere le basi per i lavori dei travasi. Cosa possiamo fare per accompagnare questa fase di scoperta? In diversi bambini mi è capitato che tirassero fuori riviste dal portariviste. Per fare ordine, mettere i libri sollevati da terra propongo una scatola vicina in modo che quando sfila possa metterli anche dentro qualcos’altro, come un vassoio o cestino. Quindi sì a vassoi per pentole, cestini per le scarpe e tutto ciò che trovate per casa, rispettando un certo senso estetico.

 

Ilaria Cichetti 

La Tata Montessori (link www.ilariacichetti.com), Riorganizzatrice di interni a misura di bambino, Interprete e traduttrice dell’infanzia agli adulti, porto il Montessori a casa dalla gravidanza con il mio servizio “Montessori dalla pancia” a i 6 anni per una vera casa a misura di bambino. 

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