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Ciuccio: può davvero provocare problemi ortodontici? Ecco come ridurre gli effetti negativi

11/05/2021

Ci sono bambini che non l’hanno mai usato, altri invece che non lo toglierebbero mai e chi ancora lo usa solo sporadicamente. Ma il ciuccio fa bene oppure no? Rovina i denti dei nostri bambini? Lo abbiamo chiesto a Barbara Motta, dentista

Si stima che nei paesi occidentali circa il 70- 75% dei bambini utilizzi il ciuccio. Il suo impiego calma, rasserena, aiuta il bambino ad addormentarsi ed è un grande alleato per molti genitori.

Un suo utilizzo prolungato ha però alcuni effetti collaterali sullo sviluppo della bocca, delle funzioni orali e sulla postura. Vediamo quindi come fare per minimizzarne gli effetti negativi.


Che problemi può provocare

I danni del ciuccio si manifestano a carico dello sviluppo della bocca, delle funzioni orali e della postura e dipendono fortemente dal numero di ore al giorno in cui viene utilizzato e dal numero di anni.

Per quanto riguarda i problemi di masticazione, le cosiddette malocclusioni, l’interposizione del ciuccio tra le arcate può provocare un morso aperto dentale, caratterizzato da incisivi sporgenti e arcate dentarie che “non si chiudono” nel settore anteriore. 

Questa apertura può provocare a sua volta una interposizione della lingua tra i denti durante la deglutizione, definita deglutizione atipica e favorire la respirazione orale invece che nasale.

La posizione alterata della lingua, sia a riposo che durante la deglutizione, può inoltre sul lungo periodo influenzare la postura. La compressione della muscolatura della bocca nei settori laterali, che non viene bilanciata da un’adeguata pressione linguale, determina invece il palato stretto ed eventualmente un morso crociato, una malocclusione caratterizzata dall’arcata superiore più stretta e che chiude “all’interno” rispetto all’inferiore.

Se il ciuccio viene infine introdotto in bocca lateralmente, può provocare una malocclusione caratterizzata da denti che non combaciano nella parte laterale della bocca, definita morso aperto laterale.

A queste problematiche strutturali possono talvolta accompagnarsi problemi di fonazione, in particolare distorsioni fonetiche di “s” e “d”.

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Come prevenire queste problematiche?

A influire negativamente sullo sviluppo della bocca è soprattutto il suo utilizzo costante e prolungato. Innanzitutto bisognerebbe quindi cercare di non offrire il ciuccio come primo rimedio per calmare il bambino ogni volta che piange, senza prima indagare sulla vera causa del pianto, che potrebbe essere per esempio la fame, la necessità di essere preso in braccio, cullato o cambiato.

Il ciuccio infatti diventa un vizio solo quando se ne abusa, poiché diventa l’unica modalità che il bambino conosce per tranquillizzarsi e lo trasformerà in ciuccio-dipendente, rendendo poi la sua rimozione più difficile.

Poiché gli effetti dannosi del ciuccio sono strettamente legati al tempo di utilizzo cercate di eliminarlo entro i 2 o al massimo 3 anni.

Fortunatamente gli eventuali problemi di malocclusione insorti entro questa fascia di età si risolvono in genere spontaneamente, senza la necessità di un apparecchio ortodontico.

In caso di succhiamento prolungato e intenso oltre i 3anni, è invece estremamente probabile che le malocclusioni necessitino di una correzione ortodontica. In particolare fino ai 6 mesi non c’è nessun problema al suo utilizzo.

Dai 6 mesi bisognerebbe iniziare a ridurlo in maniera graduale e dai 12 mesi bisognerebbe cercare di proporlo solo durante l’addormentamento, cercando di “dimenticarlo a casa” durante il giorno, per poi toglierlo durante il sonnellino pomeridiano ed infine arrivare ad una completa sospensione tra i 2 massimo 3 anni.

Nel periodo in cui viene utilizzato solo durante la notte, una volta che il bambino si è addormentato, si può anche provare a sfilarlo dolcemente dalla bocca, in modo che il tempo di permanenza nel cavo orale sia davvero limitato.

Quale modello scegliere?

Per poter beneficiare degli effetti positivi del ciuccio senza incorrere nei suoi effettiva collaterali, o quanto meno limitarli al massimo, è bene scegliere anche il modello adatto.

Le parti che compongono il ciuccio sono: tettarella, scudo e anello.

Sono da prediligere ciucci con tettarelle dalla forma anatomica, vale a dire una forma a goccia schiacciata e ricurva verso l’alto, che si adatta meglio alla forma del palato e che abbiano una base, la porzione che unisce la tettarella allo scudo, molto sottile.

La scelta del tipo di materiale, silicone o caucciù è invece indifferente per quanto riguarda lo sviluppo delle malocclusioni.

All’inizio nelle prima fase di vita del bambino, quando l’igiene è estremamente importante, sono da preferire i modelli in silicone, più facili da sterilizzare e che non assorbono gli odori.

Quando spuntano i denti è da valutare invece il passaggio ad un ciuccio in caucciù, più resistente alla masticazione, per evitare che si rompa in pezzetti e che questi vengano ingeriti.

In ogni caso se il ciuccio appare rotto o deformato va sostituito.

Per evitare che si sviluppi un morso aperto laterale, è invece importante verificare che il bambino lo introduca in bocca in maniera corretta evitando che venga succhiato lateralmente.

Per preservare la salute dei denti è vietato intingerlo in sostanze dolci come zucchero o miele, perché provocherebbero delle carie, che nei denti da latte a causa dello smalto meno resistente si formano più velocemente.

Se il ciuccio cade bisogna evitare di metterlo in bocca “per pulirlo” poiché questa abitudine favorisce il passaggio della flora microbica cariogena dalla bocca della madre a quella del piccolo. 

Il cavo orale dei neonati alla nascita è infatti quasi del tutto privo dei batteri cariogeni ed è importante cercare di limitarne la contaminazione il più possibile. 

Il ciuccio va quindi sterilizzato e lavato con regolarità e non deve essere scambiato neanche tra fratellini.

Infine è da ricordare come il ciuccio sia sempre da preferirsi al succhiamento del dito, abitudine che risulta sicuramente più dannosa per la maggior pressione esercitata dal dito sui denti e sul palato.

Il dito, inoltre, essendo sempre a disposizione viene generalmente succhiato 

per periodi più lunghi ed è sicuramente più difficile da rimuovere, e negli anni potrebbe quindi provocare malocclusioni che non si risolvono più spontaneamente ma che devono essere corrette attraverso degli apparecchi ortodontici.

 

 

Consigli 

 

  • Evitate di offrirlo sempre come primo rimedio al pianto senza prima  indagare la vera causa del disagio, questo renderà più facile la sua rimozione.

  • Dai 12 mesi cercate di utilizzarlo solo per l’addormentamento ed entro i 2 massimo 3 anni eliminatelo completamente.

  • Utilizzate ciucci dalla forma anatomica e con la base sottile.

  • Scegliete ciucci in silicone nei primi mesi e in caucciù quando arrivano i denti.

  • Verificate che non venga inserito in bocca lateralmente.

  • Non intingerlo in zucchero o miele.

  • Sterilizzatelo e lavatelo con regolarità.

  • Non scambiatelo tra fratelli.

 

Dottoressa Barbara Motta

Dentista specialista in Ortodonzia.
Si occupa con passione di ortodonzia pediatrica, degli adulti ed estetica, anche attraverso la metodica con allineatori trasparenti. Lavora a Milano ed è mamma di Maria Sole e Leonardo. Tutti i suoi consigli li trovi anche sul suo profilo Instagram

 

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