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Chi sei papà? L’importanza dei papà per la crescita dei figli.

12/03/2021

I padri di oggi sono pionieri di un nuovo modo di essere papà, sono pionieri di una nuova paternità, che è tutta da inventare, tutta da costruire.

Quale giorno migliore se non proprio quello della festa del papà per dedicare un po’ di spazio alla figura paterna, che, spesso, viene lasciata un po’ sullo sfondo e tenuta in disparte rispetto a quella della mamma. Il ruolo del papà, infatti, molte volte viene messo in secondo piano, se non addirittura sottovalutato. Insomma, dei papà si parla ancora troppo poco, eppure, non sono comparse nella vita familiare, al contrario, insieme alle mamme, sono protagonisti attivi della crescita e dell’educazione dei figli.

Il papà: una figura in crisi?

Nel corso del tempo, il significato legato al diventare padre ha conosciuto profonde trasformazioni tanto che oggi il ruolo del papà all’interno della famiglia è radicalmente diverso rispetto al passato.

L’immagine classica che tutti noi abbiamo in mente del padre del passato descrive una figura pressoché assente nella cura e nella crescita dei figli, impegnata unicamente in faccende esterne alla vita familiare, burocratiche ed economiche, un padre-padrone che imponeva senza discussione la sua autorità, che stabiliva le regole e le modalità per farle rispettare, un castigatore freddo e sordo alle richieste e ai bisogni dei propri figli. L’accudimento dei bambini, quindi, era affidato unicamente alla madre perché il padre, al contrario, rivestiva soltanto una funzione normativa: era la legge. Come non ricordare, a proposito, la tipica frase ripetuta come un ritornello dalle mamme del passato ai propri bambini nel tentativo di farsi obbedire? “Se non la smettete, questa sera lo dico al papà!”.

Fortunatamente oggi non è più così, il tempo del padre-padrone si è concluso e la figura del padre autoritario e assente è stata archiviata, per lasciare il posto, invece, a una nuova immagine di papà che riveste un ruolo attivo nella crescita dei figli, un papà aperto allo scambio, al supporto e alla collaborazione con la figura materna, un padre presente e molto più coinvolto nella vita familiare.

Tuttavia, la scomparsa della figura del padre-padrone ha, però, comportato lo sgretolarsi di un ruolo ben definito in cui potersi identificare, causando, di conseguenza, la mancanza di modelli a cui fare riferimento e a cui ispirarsi. I padri di oggi sono pionieri di un nuovo modo di essere papà, sono pionieri di una nuova paternità, che è tutta da inventare, tutta da costruire.

Insomma, i papà sono chiamati oggi a reinventare il proprio ruolo, non cercando di emulare quello della mamma, ma ritagliandosi il proprio spazio e la propria unica dimensione nel legame con i figli, ricercando, in altre parole, un modo propriamente paterno di accompagnare i bambini nel loro cammino di crescita.

Saper accogliere questa sfida è fondamentale per non lasciarsi sopraffare dalla sensazione di disorientamento che può condurre i papà, in dubbio sulla propria identità come padri, a vagare sulla scena familiare senza trovare la giusta collocazione. Questa difficoltà a collocarsi può portare i papà o a decidere di delegare il proprio ruolo educativo alla mamma, divenendo, quindi, dei padri fuggiaschi, oppure, all’opposto, pur di trovare un appiglio, a diventare dei mammi, che cercano di imitare la figura materna.

È importante, quindi, che i papà non rinuncino ad avere un ruolo nella vita familiare e siano disposti a mettersi in cerca per costruire giorno dopo giorno, a partire dall’incontro col proprio bambino, la propria paternità.

Il ruolo specifico dei papà.

Abbiamo compreso, dunque, che all’inizio della sua avventura il papà si trova un po’ in svantaggio rispetto alla mamma. Infatti, benché anche il ruolo materno stia attraversando diversi cambiamenti, tuttavia, le mamme hanno almeno questa fortuna: il loro ruolo è preciso, indiscutibile fin dall’inizio. Tra i numerosissimi significati che una mamma assume nel rapporto con il proprio bimbo, c’è quello di porsi come un ritmo preciso e regolare, che, scandendo la quotidianità, dalla sveglia del mattino al bacio della buona notte, dà conforto e garantisce ai bimbi un equilibrio emotivo.

E i papà? Quali sono gli aspetti specifici e unici che caratterizzano la relazione dei papà con i propri figli? Qual è il ruolo specifico dei papà?

La risposta a questa domanda, più che tra tante parole e spiegazioni, mi piace rintracciarla in una bella immagine descritta in una ricerca di studiosi americani che lessi tempo fa su qualche libro: i papà hanno un modo diverso rispetto alle mamme di tenere in braccio il proprio figlio, con il volto rivolto verso l’esterno e non verso il proprio petto, come di solito fanno le mamme, quasi a tradire un irrefrenabile desiderio di alzare il bimbo al di sopra della propria testa per mostrargli il mondo. Ecco chi sono i papà: con braccia tese, gambe ben piantate e un gran sorriso invitano i nostri bambini a fare quel salto necessario per esplorare il mondo che li circonda.

I papà garantiscono ai figli quell’esperienza della realtà e quell’apertura al mondo fondamentali, non solo per imparare ad affrontare le difficoltà, per scoprire i propri desideri e per far emergere le proprie potenzialità e risorse, ma soprattutto per promuovere l’autonomia e per incrementare l’autostima.

Con fermezza, direzione e protezione, ma anche con giochi, scherzi, allegria e spensieratezza, i papà aprono i bambini al mondo, li guidano attraverso viaggi di avventura alla scoperta di sé e dell’ignoto, con mano ferma e gentile, li incoraggiano a diventare autonomi, li aiutano, in una parola, a diventare grandi.

A questo proposito non c’è forse immagine più bella per descrivere il ruolo paterno di quella di un papà che insegna al suo bambino ad andare in bicicletta: lo sospinge in avanti, lo aiuta a prendere velocità, ma poi lo segue con mani, sguardo e cuore attenti, standogli sempre accanto e raddrizzando il manubrio così che non perda la giusta direzione.

Insomma, il legame col papà è per il bambino un laboratorio preziosissimo in cui egli ha la possibilità di prendere la rincorsa e potersi esercitare in vista dell’incontro con il sociale che lo circonda e con la vita che lo attende.

SPAZIO AI PAPA’

Ecco allora alcuni semplici suggerimenti per aiutare i papà a ritagliarsi uno specifico ed unico spazio di relazione con i propri bambini.

Un passo indietro.

Affinché i papà possano costruire al meglio il proprio spazio di giochi e interazione con i propri figli, anche le mamme sono chiamate a fare la loro parte. Le mamme, infatti, hanno un grande potere, quello di riuscire ad avvicinare i bimbi al loro papà e, quindi, di legittimare, in qualche modo, la figura paterna. È allora importante che le mamme, in alcune occasioni, siano disposte a fare un piccolo passo indietro, per riconoscere il giusto spazio di azione ai papà.

 

Parola d’ordine: giocare!

Il ruolo dei papà si gioca moltissimo nell’attività ludica. I papà, infatti, oltre a essere portatori di regole e valori, sono anche divertenti e insostituibili compagni di gioco. Un gioco che, di solito, è più fisico rispetto a quello svolto con la mamma, molto stimolante e interattivo, un di gioco che consente ai bambini di fare esperienza del proprio corpo e delle sue possibilità espressive e che stimola la loro creatività promuovendo, in questo modo, la capacità di risoluzione dei problemi.

Il gioco tra i papà e i bambini è importantissimo: l’attività ludica, infatti, non rappresenta un aspetto inutile e accessorio per la crescita dei bambini, un semplice passatempo, al contrario, il gioco è una delle modalità che consente ai bambini di acquisire una molteplicità di competenze legate allo sviluppo motorio, cognitivo, linguistico, sociale ed emotivo.

Il gioco è sorrisi, sintonia e complicità, il gioco è sguardi, è incontro tra corpi, è mettere in scena ciò che fa più paura, è dare vita a oggetti inanimati, il gioco non è solo quello con i trenini o le bambole, ma è avventura e scoperta continua.


Che passione, papà!

Cercate di ritagliare, magari nei fine settimana, uno spazio in cui trascorrere un po’ di tempo insieme ai vostri bambini condividendo con loro le vostre passioni: una passeggiata nel bosco, una gita in montagna, praticare uno sport o anche solo guardarlo insieme alla TV. In questo modo, trasmetterete ai vostri bimbi grande entusiasmo, curiosità e gioia di vivere e li aiuterete a scoprire, a loro volta, le proprie passioni.

 

Ci vogliono i riti.

Scegli un’attività anche molto semplice da svolgere quotidianamente con il tuo bambino: fare il bagnetto, oppure un momento di coccole sul lettone, o ancora cantare una canzone o leggere una storia. In questo modo, avrai creato un rituale ricco di emozioni e affetto, che il tuo bimbo attenderà con gioia, un appuntamento quotidiano, un tempo solo vostro da trascorrere insieme e che consente anche alla mamma di concedersi un momento solo per sé o per fare tutte quelle cose che aveva rimandato durante la giornata.


Ben tornato a casa, papà!

Il ritorno a casa del papà dopo una giornata di lavoro può essere una buona occasione per rafforzare il legame con i propri bambini attraverso la creazione di un piccolo rituale da ripetere ogni giorno, come un saluto speciale, un corrersi incontro o un momento di racconti in cui il bimbo ha la possibilità di mostrare al papà ciò che ha fatto durante la giornata. Questo momento di scambio è importantissimo perché crea un legame tra la quotidianità vissuta dal bambino e quella del papà e comunica al bimbo che il suo papà è presente nella sua giornata al di là, magari, della sua assenza fisica.

 

Martina Pontremoli

Psicologa Clinica e Maestra di Giocodanza®

Svolgo attività di sostegno psicologico per adulti e piccini e adolescenti. Maestra di Giocodanza®, una metodica di avviamento alla danza per i più piccoli.  Seguimi anche su IG @sguardodentrodime

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