Mum's News

Che paura!

15/10/2019

Banali e qualche volta infondate, le paure dei bambini come vanno gestite? Ce lo spiega l’esperta

Ottobre è il mese dell’autunno, delle foglie che cadono, delle castagne da mangiare. Ma per i bambini, ottobre è anche il mese di Halloween, la festa più paurosa dell’anno: zucche dalle espressioni spaventose, fantasmi, scheletri, ragnatele e maschere un po’ macabre. Certe che questo è un appuntamento super divertente per i nostri piccoli, che non vedono l’ora di travestirsi e partecipare a tanti eventi  e lab che le realtà del territorio organizzano per la giornata del 31 ottobre, il Mumadvisor Team si è comunque fermato a riflettere sul tema principale di questa festa. Ovvero: la paura. Che cos’è? Come si manifesta nei bambini? Quali sono quelle più comuni e, i genitori, come devono reagire davanti alla paura del proprio bambino? Da mamme, ci è venuto naturale porci queste domande ma per trovare le risposte giuste per noi, e per voi, abbiamo deciso di affidarci alla Dottoressa Ottavia Zerbi, psicologa e psicoterapeuta esperta in età evolutiva di Argo.

Paura del buio, terrore che sotto il letto si nascondi qualcuno, paura dei fantasmi, paura a restar da soli …. sono tante le cose, che agli occhi degli adulti possono apparire banali, a terrorizzare invece i più piccoli. Da cosa nasce la paura e quali sono quelle tipiche nei bambini?

La paura nasce dal tentativo della mente di tener sotto controllo la realtà, di poter prevedere cosa succede o cosa succederà, di sentire “sicurezza” o rassicurazione dal e nell’ambiente nel quale si vive, tentativi che si scontrano con l’impossibilità di “controllare” davvero tutto ciò che può accadere, fuori e dentro di noi.  Le paure dei bambini nascono e si concentrano proprio intorno a quei temi che maggiormente sentono sfuggire al proprio controllo. Il buio non ti permette di vedere, da soli ci si sente persi, i fantasmi sono inafferrabili e incomprensibili, i mostri sotto al letto possono far male… ciò che non si controlla crea angoscia e qualunque attività mentale debba passare dal “lasciarsi andare”, come più di tutte il sonno e l’addormentamento, avvicina alla percezione di non avere controllo e di conseguenza, aumenta la paura.

La società moderna ha “creato” paure nuove che magari ai nostri tempi non esistevano? C’è qualcosa che noi genitori, oggi, non facciamo nel giusto modo?

La paura nasce con l’uomo. Anzi, ne è un efficace meccanismo che, se proporzionata all’evento da affrontare, aiuta ad apprendere dove c’è pericolo e ad evitarlo o ad attivarsi nel corretto modo per superarlo.  Più che nuove paure quindi direi che le vecchie possono prendere nuova forma.  Maggiori  stimoli e libertà allargano le possibilità ma anche il senso di smarrimento ed insicurezza.  Spesso noi genitori non sappiamo “semplificare” l’ambiente ai nostri figli, non riusciamo a contenerli e questo può far sentir loro di non aver confini, fisici o mentali, che rassicurano.

 Tv e dispositivi mobili: che ruolo hanno nelle paure dei bambini?

La tecnologia può aiutare come peggiorare una situazione data, a seconda di come vengono utilizzati gli strumenti.  Esorcizzare una paura attraverso un gioco dove siamo i protagonisti e vinciamo o identificarsi con un personaggio di cartoni o film che superano ostacoli, difficoltà e paure può aiutare a rafforzare il “senso di sè competente”. Vedo due rischi però: rendersi passivi e soprattutto essere esposti precocemente ad immagini esplicite che il bambino può non essere pronto a metabolizzare o a capire , potenziati dal coinvolgimento di altri sensi come l’udito, che possono far nascere paure “suggerite”. Un esempio: pensare con la propria fantasia al lupo di cappuccetto rosso può essere molto diverso dal vedere la raffigurazione di un lupo ululante in tv.

Avere paura di…” : uno stato emotivo da censurare, accogliere o esorcizzare? Come si deve comportare un genitore?

Accogliere ed ascoltare sempre la paura, per capirne davvero il contenuto. Quello più profondo, non ciò che ci mostra in apparenza. Non bisogna prendere in giro o minimizzare in senso sminuente ma dando valore a questa emozione e aiutare poi a trovare soluzioni. Minimizzare invece nel senso di “abbassare” i toni va benissimo.  Può essere utile dire che è normale averne, che anche a noi capita o ci è capitato e che poi le paure si possono superare. Un’altra cosa molto utile potrebbe essere quella di consentire al bambino di  ripetere l’esperienza della paura, standogli accanto, per introdurre piano piano e volta dopo volta, soluzioni sempre più efficaci.

A breve molti bambini festeggeranno Halloween, la notte più spaventosa dell’anno: qualche consiglio per affrontarla nel giusto modo evitando così di creare paure inutili nei più piccoli?

Halloween viene vissuto dai più come una festa per mascherarsi e raccogliere dolcetti. Molto bambini però, di diverse età, possono non essere pronti ad affrontare le tematiche che questa tradizione comporta.  Ogni bambino va capito e rispettato nella sua unicità. Se teme le zucche, i fantasmi e gli scheletri meglio preservarlo da questa esperienza e cogliere l’occasione per cercare di capire qual è la paura e l’insicurezza sottostante.  La festa è bella solo se davvero aiuta ad esorcizzare!

Melissa Ceccon

Mamma di due, moglie di uno, giornalista e autrice del blog Mamma Che Ansia.

Vive e lavora nella verdeggiante Brianza, sempre pronta a scrivere e raccontare le storie più interessanti per le mums.

Su Instagram il suo dietro le quinte tra vita zen e ironia.

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