School Corner

Carpe Magnificientiam: alla scuola St.Louis di Milano si impara l’amore per la conoscenza!

25/07/2020

Per far scattare la scintilla di un apprendimento appassionato, noi per primi dobbiamo diventare ciò che vorremmo dai nostri studenti e credere pienamente in ciò che insegniamo, incoraggiando i ragazzi a nutrire la nostra stessa passione.

Mai come in questo ultimo periodo il ruolo degli asili e delle scuole è stato rivalutato: non solo uno spazio dove bimbi e ragazzi passano alcune ore della giornata per imparare e studiare, ma un’estensione del loro mondo, un pezzo della loro vita, un luogo dove i nostri figli crescono, si mettono in gioco, vivono esperienze. Oggi, più che mai, abbiamo capito quando davvero sia fondamentale scegliere la scuola giusta, il posto dove i bimbi possono trovare una seconda famiglia.

Ed è nata proprio come una piccola famiglia, la scuola di cui oggi vi parliamo: la St.Louis, fondata nel 1996 con soli 8 bambini e che oggi ne conta oltre 1500!

“Grazie ad una notevole crescita, sia dal punto di vista dello staff che dal punto di vista degli studenti, ci siamo trasferiti nell’attuale sede di via Caviglia. Nel 2002 abbiamo aperto la Middle School ampliando la struttura e costruendo i bellissimi terrazzi sportivi. Negli anni la nostra comunità ha continuato a crescere con l’aggiunta della scuola superiore: ad oggi contiamo oltre 1500 studenti suddivisi su tre sedi fortemente radicate nella città di Milano – racconta Barbara Grassi, business manager –  Quello che ci caratterizza da sempre è un’offerta formativa fondata sul British National Curriculum e che incorpora anche il programma Italiano. La filosofia educativa e la formazione completa che garantiamo ai nostri studenti nella scuola primaria e media consente loro di continuare un percorso di eccellenza attraverso il biennio di IGCSE (International General Certificate of Secondary Education), per giungere con successo al diploma IB. Infatti negli ultimi 6 anni la media dei nostri studenti è stata di 36.4, la più alta in Europa continentale!

Risultati incredibili resi possibili dall’approccio olistico allo sviluppo di ogni alunno che inizia fin dalla scuola dell’infanzia , un credo educativo che fa dell’amore per la conoscenza il principio cardine, che la St. Louis riassume nel motto:  Carpe Magnificientiam!

La St.Louis rifà il look al team direttivo

E in un anno caratterizzato da grandi cambiamenti per tutto il settore scuola, anche alla St.Louis tira aria di novità. Con l’inizio del nuovo anno scolastico, la sede di via Caviglia, infatti, si preparerà a dare il benvenuto al nuovo Preside Jake Burnett e non solo. Il team direttivo di questa scuola d’eccellenza di Milano acquisisce anche una quota rosa di tutto rispetto: Emanuela Ferloni che, dall’anno prossimo, assumerà il ruolo di Inspired Education advisor per St. Louis School , che noi abbiamo intervistato

L’intervista

Su cosa si focalizzerà il suo nuovo ruolo in St. Louis? Quali sono i suoi obiettivi?

Il ruolo che mi è stato proposto è un bel connubio tra l’esperienza più che ventennale maturata nella scuola italiana con quella altrettanto lunga maturata nel mio ruolo di preside di scuole internazionali. La St. Louis offre ai propri studenti il rigore accademico della scuola italiana e al contempo le abilità e le attitudini per un mindset internazionale. La sfida educativa sarà proprio quella di rinforzare gli elementi di eccellenza accademica nei dipartimenti di italiano, ricercando sinergie con il British curriculum in un’ottica di continuità e obiettivi educativi comuni. In una comunità scolastica nessun cambiamento o traguardo può essere raggiunto da una sola persona, per cui la mia prima ambizione sarà quella di costruire un forte team di professionisti, aperti alla collaborazione, pronti ad accettare sfide innovative e a riflettere sui risultati.

Sappiamo che a Settebre arriverà il nuovo preside della sede di via Caviglia – come pensa sarà la vostra collaborazione?

Ormai da alcune settimane sono in contatto con il nuovo preside, ora in Canada. Abbiamo iniziato a conoscerci e scoprire che abbiamo background professionali e credo educativi molto simili. Entrambi ci siamo posti in un ottica di ascolto e comprensione della realtà scolastica della St. Louis al fine di poter tracciare insieme le linee guida di quello che poi diventerà il piano strategico della scuola. Uno degli obiettivi comuni è quello di far dialogare e collaborare lo stream Italiano con quello British sia sul piano accademico che di vita scolastica, mettendo in luce i rispettivi punti di forza . Io sono una team-player per natura e certamente per esperienza, per cui non vedo l’ora di poter lavorare al fianco di un collega stimato che guiderà la scuola verso traguardi di successo.

Considerata la sua esperienza pluriennale nell’educazione internazionale, quali saranno le aree su cui si concentrerà maggiormente?

Da lungo tempo l’educazione internazionale ha riconosciuto l’importanza dello sviluppo di una Mentalità Internazionale negli studenti, facendo riferimento al desiderio di promuovere la comprensione internazionale e la crescita di cittadini globali responsabili e attivi. La mia ambizione rimane quella di formare giovani che conoscano il mondo, se ne interessino e si impegnino attivamente e positivamente.  Una Mentalità Internazionale si traduce nel riconoscimento di una umanità condivisa, un apprezzamento e una comprensione della sua diversità, delle interconnessioni del nostro mondo e della nostra responsabilità verso gli altri e verso il nostro pianeta. È una disposizione che si sviluppa come processo continuo, e include conoscenza e comprensione, strategie di vita interpersonali e interculturali, attitudini e valori essenziali, impegno in azioni positive.

In qualità di educatori, insegnanti e genitori, possiamo dare l’esempio di cosa significhi il nostro rispetto per le differenze, l’apprezzamento delle diversità, l’interesse e la curiosità verso le altre culture. Lingua e cultura sono strettamente collegate. L’importanza dello sviluppo della lingua madre nel bambino è comprovata, in quanto componente fondamentale di un forte sviluppo cognitivo e dell’identità culturale. Quindi anche lavorando sulla lingua madre e sullo sviluppo dell’identità culturale si possono formare studenti con una mentalità internazionale.

Quali pensa che siano i futuri sviluppi nel campo dell’educazione? Quali saranno le competenze necessarie agli studenti di domani?

In una società in rapido cambiamento, ci viene richiesto di partecipare pienamente in un mondo che è in flusso continuo. La conoscenza continua a crescere ad un ritmo vertiginoso: ciò significa che un curriculum basato meramente sui contenuti, con un set di informazioni da impartire agli studenti, è un mezzo del tutto anacronistico per preparare i bambini alla loro vita adulta. Lo sviluppo del pensiero flessibile richiede la capacità di considerare punti di vista diversi e di essere sollecitati da stimoli e prospettive sempre nuove. Il curriculum di studi deve essere dinamico e correlato anche con il mondo reale.

Abbiamo sempre più a che fare con maggiori responsabilità individuali nel dirigere la propria vita. I bambini devono crescere in un ambiente che valorizzi l’auto-motivazione e l’auto-valutazione. Le scuole che si concentrano su fattori esterni di motivazione, quali premi e punizioni, per raggiungere obiettivi fissati da altri, negano ai bambini gli strumenti di cui hanno maggiormente bisogno per sopravvivere. Lo sviluppo delle abilità di self-management parte dai banchi di scuola. La capacità di comunicare con gli altri, di condividere esperienze, di collaborare, e lo scambio di informazioni sono elementi cruciali. La conversazione, mezzo di comunicazione per eccellenza, deve essere un punto centrale di una solida educazione.

Ora la tecnologia offre la possibilità di imparare qualsiasi cosa, in qualsiasi momento e in qualsiasi modo. Gli studenti dovrebbero essere dotati di strumenti tecnologici ed essere incoraggiati ad assumere responsabilità verso il proprio apprendimento e il proprio percorso di istruzione. Ma soprattutto devono imparare a compiere delle scelte all’interno del web, a riconoscere tranelli e false informazioni. Lo sviluppo di un pensiero critico è indispensabile per potersi difendere e strutturare una propria opinione

I bambini possiedono un’immensa capacità di concentrarsi e di lavorare duramente quando si appassionano a ciò che stanno facendo, e le abilità che acquisiscono in qualsiasi area di interesse sono facilmente trasferibili in altri ambiti. Lavorano al meglio quando si trovano in setting collaborativi.  La scuola dovrebbe quindi diventare molto più aperta verso le diversità individuali,  fidarsi maggiormente delle iniziative intraprese dagli studenti stessi e allenarli a lavorare in team.

Se mi chiedete quale sia la mia definizione di apprendimento autentico che si acquisisce a scuola e che può essere portata negli studi superiori, nell’ambito lavorativo o comunitario, potrei riassumere così: l’abilità di lavorare bene in gruppo, buone abitudini di studio, solide capacità di scrittura e ottime capacità di applicare strategie di problem solving alla vita reale. Per far scattare la scintilla di un apprendimento appassionato, noi per primi dobbiamo diventare ciò che vorremmo dai nostri studenti e credere pienamente in ciò che insegniamo, incoraggiando i ragazzi a nutrire la nostra stessa passione.

Come possiamo chiedere ai nostri studenti di risolvere problemi concreti in modo significativo, se non siamo noi i primi a farlo? Come possiamo dire ad uno studente che la ricerca è la chiave per poter vedere un evento storico da entrambe le prospettive, se noi per primi non assaporiamo il gusto della ricerca? Dobbiamo mostrare ai nostri studenti l’autenticità della nostra vita, perché anche loro possano imparare a scorgerla nella propria.

 

 

Melissa Ceccon

Mamma di due, moglie di uno, giornalista e autrice del blog Mamma Che Ansia

Vive e lavora nella verdeggiante Brianza, sempre pronta a scrivere e raccontare le storie più interessanti per le mums.

Su Instagram il suo dietro le quinte tra vita zen e ironia.

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