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Baby Blues: consigli pratici su come affrontarlo e per allenarsi a sorridere

18/01/2021

Quello che non ti dicono sulla maternità: perché questa tristezza? Si chiama Baby Blues e ne abbiamo parlato con la nostra psicologa che ci dà validi e pratici consigli per superare uno dei momenti più complicati per le neo mamme

Gennaio: il mese più triste dell’anno?

Da quando lo psicologo Cliff Arnall, nel 2005, ha istituito il così detto Blue Monday, il giorno più triste dell’anno, collocando tale evento nel terzo lunedì di Gennaio, questo mese, che già di per sé non ha mai riscosso particolare successo poiché sancisce la fine delle festività natalizie e porta con sé temperature rigidissime e giornate molto corte, con questa trovata è diventato ancor di più un mese demoralizzante e associato a malinconia, tristezza e umore nero.

Se poi, magari, sei anche diventata mamma da poco e sei alle prese con le grandi sfide di questo nuovo ruolo, se magari fatichi a trovare il tempo per fare una doccia, o, tra poppate e cambi pannolini, ti ritrovi a fine giornata a essere ancora in pigiama, sicuramente essere inserita in questo clima cupo e fatto di giornate grigie non è certo di aiuto e anzi può ingigantire ancor di più quel senso di stanchezza e di malinconia che già ti sembra di percepire. E, così, iniziano a fare capolino la sensazione di inadeguatezza e il senso di colpa per non essere una buona mamma.

baby blues maternità

Stop! Fermi tutti! Non ci sono emozioni tabù per la maternità.

Diventare madri è una delle esperienze più profonde e complesse che l’essere umano possa vivere. Un’esperienza così potente, coinvolgente e dirompente che è in grado di modificare in profondità consuetudini, modi di vivere e persino modi di essere. Insomma, la maternità porta con sé moltissimi cambiamenti, fisici, sociali e anche emotivi a cui ciascuna mamma è chiamata ad adattarsi.

Guardare la maternità attraverso questa prospettiva permette di fare spazio anche ad emozioni diverse da quella della gioia, che sicuramente resta una delle grandi protagoniste ma non l’unica, a emozioni, come la tristezza o il senso di colpa, che di solito il senso comune tende a non associare a questo evento. Anzi, spesso, sembra che la maternità debba essere solo un evento gioioso che rende per forza felice la mamma fin da subito e sempre. Di conseguenza non è consentito manifestare alcun segno di stanchezza, o figuriamoci provare a esprimere emozioni come la tristezza.

Si tratta di messaggi profondamente sbagliati perché, anziché aiutare e sostenere le mamme in questo processo di cambiamento, al contrario, creano aspettative eccessivamente elevate e irrealistiche che non fanno altro che incrementare in una mamma, magari solo un po’ in difficoltà e che avrebbe bisogno di essere incoraggiata, il senso di colpa e di inadeguatezza, fino alla messa in discussione di sé come buona madre.

Come affrontare quell’ondata di tristezza che può investire le mamme nei giorni immediatamente successivi al parto, il così detto Baby Blues?

Il primo passo consiste nel riconoscere la presenza anche di queste emozioni e sensazioni, come la tristezza e la stanchezza, guardarle con rispetto, validarle e ritagliarsi uno spazio in cui poterle esprimere senza vergogna e senza timore di giudizio. È tutto normale, non c’è nulla che non vada, puoi sentirti così.

È fondamentale dare parola alle nostre sensazioni così che non si ingigantiscano nel silenzio in cui vengono sperimentate.

Il secondo passo per non lasciarsi travolgere da queste sensazioni è conoscere bene che cosa stiamo vivendo. Cominciamo subito col dire che il Baby Blues non è la stessa cosa della Depressione post partum. Facciamo un po’ di chiarezza.

baby blues maternità

Il termine Baby Blues, o Maternity Blues, si riferisce a una forma lieve e transitoria di vulnerabilità che può insorgere nei giorni immediatamente successivi al parto (si accentua, di solito, tra il terzo e il quinto giorno dopo il parto, spesso in corrispondenza della montata lattea) e che tende a risolversi spontaneamente nell’arco di alcuni giorni.

Fragilità emotiva, facilità al pianto, oscillazioni nel tono dell’umore, senso di sfiducia e stanchezza costituiscono i principali sintomi.

Si tratta di una condizione non patologica e per certi versi “fisiologica”, che si manifesta in molte donne dopo il parto. I giorni che seguono la nascita di un figlio, infatti, sono estremamente carichi di moltissime sollecitazioni psicologiche, affettive e anche ormonali.

Insomma, non ci dobbiamo allarmare, ma è importante conoscere ciò che sta accadendo e mettere in atto alcuni importanti accorgimenti per fare in modo che questa fragilità da transitoria non diventi sempre più intensa e duratura.

Cosa fare allora? Ecco alcuni semplici suggerimenti per non lasciarsi sopraffare dalla tristezza e per allenarsi a sorridere.

 

  • Ricordati che non sei sola.

Avete presente quel bellissimo proverbio africano che dice che “Per crescere un bambino ci vuole un villaggio?” Ecco, a volte, già solo accorgersi di quante persone ci stiano accanto in questo percorso nel diventare mamme ci fa tirare un sospiro di sollievo. Se, infatti, il supporto e l’aiuto degli altri sono fondamentali, anche noi dobbiamo fare la nostra parte imparando a fidarci, ad affidarci e, sì, magari anche a delegare.

 

  • Arriva dove riesci.

Da quando è arrivato il tuo bimbo fai fatica a gestire la casa, le pulizie, la spesa e così via? Non farti problemi a chiedere aiuto. Ci sarà sicuramente qualcuno pronto a farsi carico di tutte quelle mansioni e commissioni quotidiane. In questo modo, avrai più tempo per riposarti o da trascorrere insieme al tuo bambino.

 

  • Resta in ascolto.

Impara a dare ascolto al tuo corpo e alle tue necessità prima di ogni altra cosa. Solo tu sai di cosa hai bisogno davvero.

Per esempio, senti che avresti bisogno di riposo, di silenzio e tranquillità per dedicarti in modo più sereno al tuo bimbo? Limita le visite a casa di parenti e amici, capiranno.

L’ascolto e l’adattamento ai ritmi e ai tempi del bambino, infatti, richiede tempo, pazienza ed energie fisiche. Per questo, cerca di approfittare dei momenti di tregua e di riposare non appena il tuo bambino si addormenta.

 

  • Prenditi cura di te.

Se ti senti molto stanca e affaticata, forse è arrivato il momento di ritagliarti uno spazio solo per te, per fare qualcosa che ami, per prenderti cura di te o per concederti un piccolo piacere. Individua una persona di fiducia a cui affidare per un po’ di tempo il tuo bimbo, primi tra tutti i papà! Non devi sentirti in colpa per desiderare un momento per te. Ricordati sempre che una mamma serena significa un bambino sereno. Dopo questa piccola pausa, tornerai sicuramente ricaricata e con rinnovate energie a prenderti cura del tuo bimbo.

 

  • Together is better

Una preziosissima risorsa a cui attingere è quella di confrontarsi e fare rete con altre donne che, come te, stanno vivendo o hanno già attraversato la tua stessa esperienza. Lo scambio con loro è un’ottima opportunità per ricevere supporto, sostegno emotivo e soprattutto consigli pratici da chi ci è già passata.

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  • Scripta manent

Un altro modo per mettere in ordine quelle sensazioni confuse che ti sembra di provare è quello di tenere un diario su cui annotare giorno per giorno i tuoi stati d’animo. Ti accorgerai di come il tempo sia già di per sé un nostro grande alleato.

 

Se tutto questo non bastasse o sentissi di aver bisogno di un sostegno in più, non avere paura di chiedere aiuto a un professionista che saprà indicarti il percorso più adatto a te e alla tua storia.

 

Martina Pontremoli,

Psicologa Clinica e Maestra di Giocodanza®

Svolgo attività di sostegno psicologico per adulti e piccini e adolescenti. Maestra di Giocodanza®, una metodica di avviamento alla danza per i più piccoli.  Seguimi anche su IG @sguardodentrodime

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