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Fare figli senza amore: anche in Italia arriva l’App per trovare un co-genitore

31/10/2022

Copaping, Family4Everyone e l’italianissima Co-Genitori.it: le app per over 30 che aiutano a trovare il partner ideale con cui fare un figlio sono un fenomeno in crescita. Senza necessariamente avere una relazione con l’altra persona

All’inizio era Tinder: caricavi le tue foto e speravi d’incontrare l’anima gemella.

Non tutti però sognavano l’amore: cercavano un partner, sì, ma non per cominciare una relazione, bensì per avere un figlio insieme. Oggi per diventare co-genitori, senza bisogno d’innamorarsi o formare una coppia, ci sono app progettate con l’obiettivo di far incontrare due (o più) persone che decidono di mettere al mondo un figlio. Funzionano come le altre ma se con Tinder o Meetic l’obiettivo è quello di trovare un partner con cui passare attimi di passione, queste app sono nate esclusivamente per chi ha il desiderio di diventare genitore. 

Né sesso né amore, solo figli

Lo scopo di queste piattaforme è dare a chiunque l’opportunità di crearsi una famiglia. Si tratta di un fenomeno in crescita, soprattutto fra i single compresi tra i 40 e i 44 anni: molte persone si ritrovano a questa età senza figli, o perché non hanno trovato il partner giusto o per motivi professionali.

L’età media dei nuovi genitori continua ad alzarsi. Le ragioni dipendono da tanti fattori diversi: la paura e l’incertezza sul futuro, la ritrovata possibilità di molte donne di poter essere altro, oltre che madri, il difficile equilibrio tra desideri personali e lavoro, gli amori non corrisposti, la difficoltà di stringere legami solidi e la presa di coscienza che l’amore, spesso, ha un tempo limitato ed è rivalutato nella scala dei valori.

 

 

Ma c’è di più. Queste app vogliono anche aprire un varco e rompere i tabù che ruotano intorno a questi nuovi modelli di famiglia, normalizzandoli e costruendo opportunità sempre più ampie per le persone.

Uno dei più grandi ostacoli infatti è quello dello stigma sociale. L’obiettivo è quello di aprire nuove strade alla co-genitorialità, fuori da ogni giudizio nei confronti di qualsiasi genere di nuovo modello familiare. Ci sono tante ricette diverse per le famiglie felici e ci sono tanti modi per rovinare tutto. Anche se queste applicazioni non garantiscono di ottenere esattamente ciò che si cerca, permettono di parlare di questo argomento molto di più.

Come funziona la co-genitorialità elettiva

La co-genitorialità è pragmatica: due persone vogliono avere un figlio e crescerlo insieme ma senza che ci sia alla base una relazione amorosa a garantirne il benessere del figlio. D’altronde “L’amore romantico come base della famiglia è in crisi”, scriveva il sociologo Zygmund Bauman in “Amore liquido”. E allora i modelli si rompono e dalle loro crepe nascono soluzioni nuove e alternative.

Sempre più persone single cercano l’opportunità di crescere un figlio anche in solitudine: in Italia il dibattito sulla richiesta di una legge che consenta con più libertà ai single di adottare si basa su un’esigenza tutt’altro che minoritaria.

Internet ha reso tutto più facile, mettendo in contatto chi non vuole rinunciare a essere genitore solo perché non ha trovato l’amore.

Avere un figlio inoltre non è così scontato, vale per le coppie omosessuali ma anche per quelle eterosessuali che non ci riescono. Queste piattaforme diventano allora anche uno spazio d’incontro con eventuali donatori di sperma, ovuli, donne disposte all’utero in affitto e altro ancora.

La condivisione dei valori è più importante dell’amore

Dietro al fenomeno della co-genitorialità elettiva c’è sicuramente la convinzione che il desiderio e l’impegno messo nella crescita del bambino siano più importante di tutto il resto. È il bambino infatti il vero, unico e solido pilastro del rapporto. Secondo questa nuova categoria di famiglia, l’educazione, l’affetto e i valori sono più importanti che trasmettere un modello di amore romantico.

Ciò che è fondamentale è che i due co-genitori condividano le stesse idee sulla genitorialità e abbiano gli stessi valori sulla crescita e la formazione del figlio, mettendo in chiaro fin da subito ogni aspetto prima di cominciare qualsiasi processo.

Le app per diventare co-genitori

Per quanto queste nuove dinamiche relazionali e familiari possano essere difficili da elaborare, appartengono alla nostra realtà da diversi anni.

Apripista è stata l’app Modamily: il suo fondatore e Ceo, Ivan Fatovic, ha raccontato in diverse occasioni la nascita di questa impresa, a suo modo, rivoluzionaria. “Ho fondato l’app dopo una serata fuori con alcuni amici a New York: avevamo tutti più o meno 30 anni ed eravamo ancora single e senza figli, frustrati dalle tradizionali app di dating. Le mie amiche sentivano la pressione dell’orologio biologico e volevano incontrare qualcuno che potesse aiutarle a realizzare il sogno di avere figli. C’è una tendenza generale delle persone a fare figli più tardi nella vita e una generazione più giovane disillusa dai modelli tradizionali e alla ricerca di alternative”.

A ruota sono nati siti come CoparentaLys, fondato in Francia nel 2014, che ha raggiunto una comunità di 45.000 utenti registrati. Negli USA il più conosciuto è Pride Angel che permette di trovare donatori di sperma e ovuli in tutto il mondo. David Reyes ha lanciato Copaping nel settembre 2021 per dare a chiunque l’opportunità di crearsi una famiglia. Sulla stessa linea, Luis Arroyo ha fondato Family4Everyone nel 2017, dedicato alle donne single che vogliono una famiglia e non hanno nessuno con cui farlo.

Gli utenti

Essere una famiglia monoparentale non è facile e richiede risorse economiche elevate. Le persone che utilizzano queste applicazioni sono donne single over 40 con un livello culturale elevato, un’istruzione superiore e di fascia socio-economica medio-alta.

L’altro profilo più comune è quello degli uomini, per lo più omosessuali, di età superiore ai 40 anni e con un livello culturale, sociale ed economico elevato.

Come funzionano

A prescindere dalla piattaforma scelta per la ricerca del co-genitore ideale, tutte si basano su fattori molto semplici. All’interno dei filtri della barra di ricerca si selezionano età, altezza, colore degli occhi, peso, reddito, lingue parlate, religione, sport e interessi.

Quando un match compare, è il momento della chat: la conversazione, tendenzialmente, va dritto al sodo ed è il richiedente a mettere giù i propri paletti e richieste.

Sono le piattaforme stesse a proporre test di compatibilità e accordi genitoriali per concordare le responsabilità e gli obblighi di ciascuno prima della nascita del bambino.

L’importanza di una tutela legale

Di fondamentale importanza quando s’intraprende una simile decisione è concordare un accordo che indichi le linee guida per la crescita del bambino o della bambina. Fra queste, il tipo di educazione, i contributi economici di entrambi i genitori, la volontà o meno di avvicinare il figlio a una dottrina religiosa, dove e con chi vivrà.

Inoltre è fortemente consigliato proteggere legalmente l’accordo perché la co-genitorialità non è ancora normata da una legge. Nel caso dovessero sorgere dei problemi verrebbe applicata la normativa prevista per lo scioglimento delle coppie non sposate ma è opportuno concordare, prima di avviare il processo, un affidamento e un accordo genitoriale.

E voi Mums cosa ne pensate di questo argomento tanto delicato e complesso? Fatecelo sapere!

 

Silvia Giuntini

Esperta di comunicazione, racconta la sua vita di apprendista mamma sul blog Lameralivia

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