Health

Allattamento al seno: cosa serve davvero per una buona riuscita?

19/01/2021

Allattare è un processo naturale, sì, ma per niente facile! Ecco perché non basta che il bambino si attacchi bene per una buona riuscita dell’allattamento: l’ossitocina ha un ruolo fondamentale, ce lo spiega l’ostetrica!

“Allattare al seno è naturale”. Quante volte vi siete sentite ripetere questa frase?

Certamente è un processo naturale, nel senso che la natura ha dotato i mammiferi di mammelle e ghiandole mammarie a tale scopo. Attenzione, però, a non confondere il termine naturale con facile. 

Nell’era del “tutto e subito” e del rapido accesso alle informazioni, le funzioni biologiche legate alla maternità (concepire, portare a termine una gravidanza, partorire, allattare) tendono sempre più ad essere assimilate ad una prestazione alla quale dobbiamo essere in grado di rispondere in modo celere ed impeccabile, piuttosto che ad un processo influenzato da molteplici fattori non tutti sotto il nostro diretto controllo. Il mondo social ci mostra immagini e video di madri felici, magre, pettinate e truccate, parti avvenuti rigorosamente in acqua con fiori, luci soffuse, dolci dondolii del bacino e musiche rilassanti in sottofondo, bambini allattati al seno con sfondo dell’enorme sorriso della madre ed in primo piano le sue mani con lo smalto appena messo che sorreggono la testolina.

come avviare un buon allattamento al seno

Non che queste siano immagini che per forza di cose non ritraggono la realtà, ma ne mostrano solo una parte: tra una musica rilassante e l’altra, quella donna ad un certo punto avrà fatto sentire la propria voce, ordinato “Tiratemelo fuori!” o vacillato con un “Da qui non ci passa!”, magari avrà anche vomitato o defecato; all’ennesimo risveglio notturno la signora pettinata avrà pianto facendo colare il suo mascara perfetto; con ogni probabilità la madre con la manicure settimanale avrà avuto ragadi al capezzolo, oppure un ingorgo, o sofferto di tensione mammaria, o avrà semplicemente avuto bisogno di sostegno.

Allattare al senso, naturale e … difficile!

L’allattamento al seno porta sicuramente dei vantaggi in termini di salute materna e neonatale che tutti noi ben conosciamo e sui quali non vi sono dubbi. Tuttavia, anche all’interno di un discorso di salute, vanno considerate tutte le variabili in gioco. Variabili non sotto il controllo della volontà materna.

Come sta quella madre? Che vissuto ha del proprio parto? Ha potuto attaccare il proprio bambino delle due ore immediatamente dopo il parto? Come è stata assistita dal personale sanitario nei primi giorni dopo la nascita? Che rete di sostegno ha intorno a sé tra le mura domestiche? Lei stessa è stata allattata?

 

I parenti la sostengono nell’allattare o ad ogni piccola difficoltà le ribadiscono che si cresce bene anche con l’artificiale? (cosa reale, ma che come modalità comunicativa a volte si rivela essere di ostacolo e non d’aiuto per le donne che vogliono allattare) …eccetera eccetera.

L’ossitocina, l’ormone timido che chiede sostegno!

I due ormoni fondamentali per l’allattamento sono la prolattina e l’ossitocina. Se in gravidanza avete letto qualcosa a riguardo di quest’ultimo, forse ricorderete che è definito come un ormone timido dal momento che per lavorare bene ha bisogno di tranquillità, serenità, calore, accudimento, senso di sicurezza. 

Lavoro come ostetrica libera professionista assistendo allattamenti a domicilio da dieci anni e posso garantire che l’avviamento dell’allattamento al seno è tutt’altro che semplice per la maggior parte delle donne.

Cosa può aiutare allora nella buona riuscita di un allattamento?

Innanzitutto, sceglierlo, non dare per scontato che debba essere così sentendosi una madre di serie A se si allatterà, o si serie B se si opterà per l’artificiale. E poi informarsi in gravidanza sulle buone e semplici pratiche, scegliere un’ostetrica esperta in allattamento al seno che possa assisterci a domicilio in caso di difficoltà dopo il parto, prendere consapevolezza che il controllo del peso è solo uno dei tanti parametri che definiscono il benessere del bambino, capire che il pediatra non è il professionista esperto in allattamento e che la collaborazione tra pediatra ed ostetrica può essere vantaggiosa.

Ancora, può essere utile mettere i parenti al corrente delle proprie intenzioni, chiedere aiuto facendosi portare del cibo o nell’occuparsi delle faccende domestiche così da ridurre il carico per mamma e papà. E, soprattutto, sentirsi libere di cambiare idea scegliendo di passare ad un allattamento misto o ad un allattamento artificiale, senza giudicarsi o sentire di aver fallito. Perché non ci sono prestazioni da svolgere, ma una vita da vivere. Non esistono target e l’unico risultato che conta davvero, alla fine della corsa, è il poter avere il cuore quanto più leggero possibile. 

 

 

Eleonora Bernardini – ostetrica libera professionista

Mi occupo di tutelare e sostenere la salute femminile.

Promuovo la consapevolezza sul ciclo mestruale, la fertilità, la maternità ed il benessere sessuale.

Sto sempre dalla parte delle donne e delle loro scelte.

www.ostetricaeleonorabernardini.com

 

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